il colibrì

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Mi ha fatto letteralmente impazzire, tipo gatto col topo, burocrazia contro onesti, Inter contro Propatria, sai quelle lotte impari dove praticamente tu alla fine fai il tifo per il più debole? tipo l’inter! Ecco, e il più debole ero io!!!
Ad un certo punto ho detto: “rinuncio!”
Non ne potevo più, sembrava mi sfottesse… 60 scatti, non ne è venuto uno! In tutti i modi, fuoco manuale, automatico, spot, rava e fava e con benedizione del tipo: “dai vieni bello!”. Niente!
Troppo veloce lui, troppo in ombra il mio distributore del nettare e sopratutto arrivavo troppo tardi io.
Di 60 scatti che pensavo di avere la metà erano vuoti (lui era già scappato), l’altra metà fuori fuoco (l’autofocus è lento come Higuain al ritorno dalle ferie!) e alla fine una, una sola è venuta:
L’unica di culo! In tutti i sensi.
Stò morammazzato. 🙂

una boa nell’oceano

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Premetto, non sono nessuno, però sempre più spesso mi chiedono materiale, in particolare foto.
Eh si, le foto di più, forse perchè i testi che scrivo o fanno incazzare qualcuno o sono troppo personali.
Le foto invece, fanno sempre contenti tutti.

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la foto

14242351_1054901594628265_2175421088052081452_oFra le tante foto è comparsa questa.
L’ho guardata a lungo.
E’ l’ultima, la più bella, a mio personale avviso.
Non ne posterò altre.

Ci sono poche cose dentro: un camice bianco, un simbolo colorato ed un concentrato di tenerezza nel petto accogliente di un padre.
Quel simbolo significa tradizione, storia, un luogo, le nostre radici.
Quel petto vuole dire protezione, un luogo sicuro e la certezza che qualsiasi cosa capiti “lui” ci sarà.  Continua a leggere

3 settembre: il diario.

14196186_1051160228335735_1461711589606877584_oE’ iniziata presto ieri.
Solite cose: notte insonne, motorino col pieno, macchine fotografiche e batterie cariche, maglietta di ricambio e caffè rituale.
Da andare a prendere subito, sotto la torre, bendata dai teloni. Continua a leggere

ha detto: inginocchiatevi!

14231391_1050986831686408_565130217991862102_oHa detto: “Inginocchiatevi… ”
E di fronte a Lei, di fronte a Loro, il mio spazio ed il mio tempo si sono fermati.
Dopo un volo fra la folla, dove il cuore impazzisce ed il caldo non da tregua, arriva quell’attimo che tutto raccoglie, che tutto riassume.

Guardandola stamani ho pensato: Ho scattato milioni di foto nella vita, cercando di trovare bellezza anche quando non c’era. 
Qui l’ho trovata.
Infinita.

dopo un anno…

Schermata 2016-08-20 alle 12.26.22E’ passato un anno.

Sembra ieri ma è passato, fra il traffico del giorno ed il silenzio della mattina, fra chi parte e chi arriva, fra tasse e immondizia, fra amici e parenti, fra chi muore e chi nasce.
Il tempo scorre, sempre e comunque, lo scopri perché la schiena è sempre più un tormento, il risveglio è il momento in cui al posto del caffè ti ci vorrebbe lo Svitol e il colesterolo è diventato un amico fraterno a cui confidare segreti.

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dilapidar fortune

13173315_970550479730044_552735585182523678_oViviamo in una “fortuna”, ci passiamo accanto, la respiriamo, ci siamo seduti sopra. E invece di creare cittadini che ne capiscano il significato, che si droghino di arte e magnificenza, seguiamo il corso dell’ordine mondiale, della diffusione della “cultura” del consumo», del capitalismo su base tecnologica.
Domanda e offerta e noi chiediamo più quello che abbiamo.

Forse dovremmo fare passi indietro. Oggi ho ascoltato una conversazione fra due giovani e non si può definire “bello” un telefonino – magari lo si può definire utile – come, in senso più generale, non si può rinnegare la storia in funzione del profitto e nemmeno si può distruggere un valore nel disinteresse per pilotare la massa sull’inutile. Abbiamo meraviglie a un’ora d’auto che a malapena conosciamo così come non abbiamo mai guardato con attenzione ciò che ci circonda, a 30 secondi da casa. 

Ed ecco il motivo per cui nascono schiere di analfabeti funzionali, gente che è in grado di ragionare solo su induzione, sul sentito dire gente che non legge, che non si informa e che nemmeno ascolta perchè non vuole ascoltare. E’ complicato ascoltare, come lo è comprendere. Costa fatica, toglie da uno stato di comodo.

La tecnologia invece è uno strumento. Come questo post, non serve a incensare l’autore o a esaltare ego sopiti, Dio ce ne guardi, serve a diffondere una consapevolezza diversa, un punto di vista che dovrebbe portare a riflettere.

Perché Il bello della ricerca del sapere è che modifica uno sguardo qualsiasi in estasi. Accende la curiosità, anche nella consapevolezza di “non sapere”.