l’anatema

Schermata 2017-08-06 alle 12.24.11Mi auguro, un giorno, che tutto quello che avete lasciato, tirato, abbandonato in mezzo alla strada, possa tornare di nuovo, TUTTO, sulla strada.
Si, me lo auguro.

Mi auguro che il riassunto delle vostre vite, fatto di bottiglie di birra, di ombrelli rotti e colorati, di sacchetti di mcdonald consumati in auto, di pannoloni pieni di liquami, di bicchieri di plastica delle vostre feste di compleanno, torni sul sedime stradale.
Delle vostre strade.
Di quelle che vi portano a casa.
La vostra casa.
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mani che serviranno, almeno qui.

Schermata 2017-08-05 alle 14.59.49Queste mani, fra poco serviranno, almeno qui.
Servono per una settimana, ahimè, solo una settimana.

Perchè questo è e a Viterbo questo succede.
Inutile sostenere il contrario e inutile anche fare gli offesi.
In questa città, per un anno, siamo tutti sconosciuti e quelli che conosciamo sono nemici, cavalcano interessi altrui, sembrano e si atteggiano tutti come amanti traditi.

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metafore per nuovi leader

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Avete presente le orme sulla sabbia? Quelle che si lasciano passeggiando sulla battigia, con le forme disegnate dall’appoggio e dal peso e le onde del mare che passano sopra. E il mare ed il tempo pian piano le ammorbidiscono, le levigano fino a poi cancellarle. Le avete presente?

Questa è Viterbo.
O almeno la metafora politica di questa città negli ultimi anni.
E’ passato qualcuno ma è come se ciò non fosse successo.
Nell’ultimo periodo poi c’è stata proprio la mareggiata e i passi sono stati sostituiti addirittura dai sassi, da quelli più profondi, quelli sotto la sabbia.
Addirittura non c’è più nemmeno la spiaggia.

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l’ho maledetto…

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Oggi ho maledetto questo posto.

Il caos assoluto.
Gente che arrivava dalla Cassia e che si trovava a far inversione creando altra entropia per tornare indietro, perchè non c’era un avviso, un cazzo di cartello che dicesse: ” a regà ‘l semianello è chiuso”.
Un fojo A4 come quelli che i miserabili che governano questa città hanno piazzato su quelle strade con i crateri per tutelare loro stessi, con i 30 km/h. Continua a leggere

chiesa della pace.

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Chiesa della Pace, pomeriggio inoltrato.
C’è solo metà della porta d’ingresso aperta, a dire “guarda che c’è vita all’interno”. Entro mentre la luce violenta la facciata e il peperino degli scalini.
Mi viene in mente che in Sardegna, questo sole, lo chiamano “La madre del sole” e ai bambini raccontano storie di paura per far capir loro che è pericoloso. La facciata della chiesa è rovente. Entro dalla porta e la sensazione di essere in un rettilario svanisce temporaneamente. Il sole è ancora là fuori ma dentro c’è gente, ci sono respiri, fiato, sudore e umidità. Ma l’ombra vince su tutto. Continua a leggere

Quello che serve davvero…

Schermata 2017-06-18 alle 18.11.49L’avevo scritto tempo fa.
Mio padre, mi ha educato con la convinzione che, per questa Nazione, valesse la pena fare qualsiasi cosa, mi ha insegnato a credere all’onestà ed alla saggezza, al coraggio ed alla fedeltà. Mi ha assicurato che chi comandava non mentiva, non imbrogliava, non rubava e non abbandonava i propri concittadini.
Ho sempre creduto che i veri leader fossero così.

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mi mancherete…

Schermata 2017-06-16 alle 15.50.20E così, in questa estate torrida, dove la pioggia è bramata come un’amante e la terra inizia a sbriciolarsi sotto il sole, qualcosa inizia a muoversi di nuovo, a svegliarsi dal torpore, a rimettere in moto anime e sudore.

E’ singolare ciò che accade: ci sono persone che dopo un percorso silente di un anno circa, fatto di saluti e di “come va?”, dopo un caffè di fretta, una chiacchiera al supermercato, si ritrovano, adesso, sotto un unico cielo.
Sono lì di nuovo, a caricare tensione e a produrre nuova energia.

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