io vi disprezzo.

Io vi disprezzo.
Pare brutto vè?
No no, non lo è.
E ve lo spiego perché.
Io vi disprezzo perché voi siete gli stessi che hanno condiviso il video di uno (che vendeva giocattoli) in rientro dal Giappone, siete gli stessi che lo hanno fatto diventare virale e in base a queste logiche, “virale” significa “vero”.
Io vi disprezzo perché poi quello che è virale sul serio invece lo confutate.
Vi disprezzo perché siete gli stessi che mettevano la cartina dei contagi con la Russia di Putin a zero, siete gli stessi che ancora parlano di migranti, di monte Bianco, siete gli stessi che poi corrono in ospedale al primo sintomo, perché vi cagate sotto e andate a impestare il lavoro quei poveracci che non sanno a chi dare il resto e che prima erano “eroi” e adesso sono “statali conil culo al caldo”.

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la patria della bellezza

Venezia, San Marco

Vi rubo 5 minuti. Circa 5 anni fa in una ricerca fatto dal Reputation Institute venne fuori che l’Italia era gradita a solo il 50,6% degli italiani. In pratica alla metà dei suoi stessi cittadini la propria casa non piace. La cosa incredibile è che la nazione però piaceva al 65,8% degli stranieri, una differenza del 15% in più rispetto ai nativi. Sembra quindi che la nazione manchi di autostima e i motivi, ahimè, ci sono tutti. D’altronde la conosciamo da dentro e ne comprendiamo vizi e virtù, di sicuro meglio di uno straniero.

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la città ed il mondo degli imbecilli

Questa è una porzione di cielo che cade su Procida. La foto, magnifica è di Massimo Ruvidi e la condivido perché in questa violenza della Natura che si manifesta in tutta la sua bellezza, c’è tutto quello che non vediamo, che è, a mio parere, quello che ci riporterà in equilibrio. Le prossime righe non sono un’esagerazione, ma la convinzione che siamo completamente ciechi di fronte a qualcosa che non controlliamo più.

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IMBARAZZANTI

104830022_3015070798611325_3149023224912901280_oLe differenze vorrei farvele notare.
Per farlo ho bisogno di 5 minuti, solo 5, il tempo necessario per leggere questo ritaglio di competenze e comprendere il valore di un’eredità che nasce 750 anni fa.
Regalatevi questo tempo, serve per leggere un pezzo della nostra storia, spiegata magistralmente, con allegato un percorso, una sorta di caccia al tesoro che potremmo utilizzare tutti, in quanto possessori di questo privilegio. 5 minuti per scoprire questo patrimonio inestimabile, con un sogno accanto descritto come in un paradosso, un paradosso che arriverà poi, con l’articolo successivo.
E lì osservate come la stessa identica cosa viene riportata e sopratutto pianificata ed attuata.
Un fallimento. Come qualsiasi cosa tocchino.
Buona lettura.

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Il 1 giugno del 1270 Raniero Gatti, su consiglio di san Bonaventura, decise che era arrivato il momento di serrare le porte di Viterbo, radunare tutti i cardinali presenti in città e che da tre anni non riuscivano a decidere il nome del futuro papa e chiuderli a chiave (“cum clave”) nell’aula dell’elezione all’interno del palazzo Papale scoperchiandone il tetto: così, grazie all’intuizione di Bonaventura e del nostro capitano del popolo, nacque il conclave, ossia il meccanismo che ancora oggi governa ogni elezione al soglio pontificio, ratificato da papa Gregorio X, il pontefice eletto nel conclave viterbese, con la Costituzione apostolica Ubi Periculum.
Venti giorni dopo, ossia oggi ma 750 anni fa, i magistrati viterbesi si mossero a pietà e pur mantenendo i cardinali in stretta clausura, impedendo loro di uscire dal palazzo, permisero ai porporati di potersi muovere liberamente all’interno del palazzo stesso.
In occasione del settecentocinquantenario, la città ha deciso di ricordare questo momento che ha segnato non solo la storia di Viterbo ma dell’intera umanità, con l’inaugurazione di un museo interattivo sito all’interno del palazzo Papale: il visitatore potrà assistere a uno spettacolo interamente modulato su videoproiezioni e voci recitanti, e la tecnica della riproduzione olografica permetterà a cittadini e turisti di vedere materializzarsi davanti ai propri occhi i protagonisti di questa affascinante storia che narreranno gli eventi in prima persona, e potranno anche assistere allo scoperchiamento virtuale del tetto.
Per una curiosa e felice coincidenza che vede questo importante anniversario fondersi con l’imminenza dell’anno dantesco, è anche stato immaginato un interessante percorso turistico-culturale.
Partendo dalla chiesa del Gesù, (dove Enrico di Cornovaglia, presente a Viterbo nel 1271 per via dell’elezione papale, fu trucidato durante la messa da Guido e Simone di Monfort, posti da Dante nel girone infernale dei violenti al canto XII della Divina commedia), si arriverà a toccare le sorgenti del Bulicame, che Dante paragona al fiume infernale Flegetonte.
Non potrà mancare una visita al museo civico, che conserva il sarcofago nel quale, secondo alcuni, furono conservate le spoglie dell’arcivescovo Ruggieri (il nemico del conte Ugolino che Dante ricorda nel canto XXXIII dell’Inferno), e con l’occasione i visitatori potranno anche immergersi nel nuovo allestimento del museo, che, abbandonando l’idea di un’esposizione asettica, ha riorganizzato i pezzi in proprio possesso raccontando tutto l’arco temporale che va dalla nascita della nostra città ai giorni odierni.
Nel parco del Bulicame sarà possibile, in notturna, assistere a una serie di “lecturae Dantis” che vedranno protagonisti alcuni tra i più bei nomi del teatro italiano.
Nel quartiere medievale di San Pellegrino riaprono per l’intero mese le taverne medievali, dove sarà possibile immergersi totalmente nella Viterbo di 750 anni fa, grazie anche a un ricco cartellone di spettacoli di strada che vanno dal teatro di narrazione (per i più piccoli) agli spettacoli musicali, senza ovviamente dimenticare giocoleria, spettacoli di magia, mangiatori di fuoco e giullari.
Per via dell’emergenza Covid, si ricorda che gli accessi sono solo su prenotazione e che saranno applicate tutte le norme di sicurezza e di distanziamento vigenti.
Per chi si stia chiedendo quanto sia costato alla collettività tutto questo, la risposta è semplice: nulla. Perché nulla di tutto questo è vero. Nulla di tutto questo è stato fatto, e nulla d’altro è stato previsto. O peggio: venerdì è stato dato l’annuncio di un evento, presumibilmente inventato in fretta e furia, per cancellarlo il giorno successivo, rimodulandolo come evento privato da diffondere online.
Vedremo, anzi i più giovani vedranno, come si intenderà procedere per l’ottocentenario. Per il momento, la città può continuare a dormire indisturbata godendosi in assoluta tranquillità la lunga, mortale, vergognosa quiete che l’assenza di qualsiasi iniziativa legata a queste ricorrenze garantisce.
Buonanotte e sogni d’oro.

Alfonso Antoniozzi. Movimento civico Vt2020

Fonte: http://www.tusciaweb.eu/…/750-anni-viterbo-si-teneva-concl…/

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Questo è invece l’articolo del Comune di Viterbo.
(lo trovate qui: http://www.tusciaweb.eu/…/clausi-cum-clave-rievocazione-mo…/ 

Clausi cum clave. Domenica 21 giugno, alle 10,30, in piazza San Lorenzo, la rievocazione di alcuni momenti legati al conclave avvenuto 750 anni fa.
Ad annunciarlo è il sindaco Giovanni Maria Arena insieme all’assessore alla cultura Marco De Carolis. “Con una sobria cerimonia – ha spiegato il sindaco – vogliamo simbolicamente ricordare quanto accaduto sette secoli e mezzo fa a Viterbo, città dei papi e del conclave più lungo della storia della chiesa. L’inizio di un’importante pagina di storia che tutti noi abbiamo il dovere morale di custodire, promuovere e tramandare”.
“Grazie ai figuranti de La Contesa – ha aggiunto l’assessore De Carolis – Viterbo potrà rivivere alcuni momenti che hanno segnato la storia della nostra città, tra cui la chiusura dei cardinali all’interno della “grand’aula del palagio vescovile” ordinata dal capitano del popolo Raniero Gatti, dopo varie proteste, affinché si giungesse finalmente all’elezione del successore di Clemente IV, morto nel 1268, e il famoso scoperchiamento del tetto da parte dei cittadini, stanchi di attendere l’elezione del nuovo papa.
Ringrazio Giancarlo Bruti e tutti i figuranti che non hanno esitato a fornire la loro collaborazione per questa importante occasione di promozione del nostro territorio, della nostra storia e delle nostre origini”.
Alla cerimonia interverrà il vicario generale della Diocesi di Viterbo Don Luigi Fabbri. Si raccomanda ai presenti di indossare la mascherina e di mantenere il distanziamento fisico.

Comune di Viterbo
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Ah, dimenticavo, per non sapere ne leggere e ne scrivere ciò che era stato programmato è stato rimandato a data da destinarsi. Troppo difficile, nello stesso momento in cui la Pro Loco locale fa il pieno con le passeggiate fuori le mura.

http://www.tusciaweb.eu/…/750-anni-del-conclave-iniziativa…/ 

Vabbè godetevi questa città, andate a piazza del Comune, a via San Lorenzo, passate fra le auto che vanno a rompere la sacca marronaria di quei pochi che questa cazzo di città ancora la vorrebbero vivere. Godetevela.

E buonanotte davvero.
Tanto non c’è nulla da fare.
Va tutto benissimo.

(Fine art: Litavrin)

 

16 anni

EPICA, 16 anni dopo.
Ho scritto l’altro giorno per celebrarne l’anniversario.
Uno dei post, lo so, più lunghi che abbia mai scritto ma parlava di un risultato storico abbandonato dall’umanità. L’anniversario era l’uscita su “Nature” il 10 giugno del 2004, dello studio pubblicato dal team del progetto EPICA, a completamento di tutte le attività effettuate. La storia del pianeta “recente” con le sue otto glaciazioni, i ritmi fra le stesse e un altro mare di dati che oggi utilizza tutta la comunità scientifica per gli studi sul cambiamento climatico. Intanto definiamo cosa è ed è stata EPICA e perché era così importante quella pubblicazione.

EPICA sta per European Project for Ice Coring in Antarctica (in lingua italiana: Progetto Europeo per il carotaggio di ghiaccio nell’Antartide), ed è un progetto europeo, finanziato da UE e 10 nazioni che ha come scopo di ricerca la perforazione della calotta antartica, al fine di carpire i contenuti fisici e chimici dalle carote di ghiaccio e studiare le variazioni climatiche avvenute nel corso della storia. EPICA, prevedeva le attività di perforazione presso Dome C della Stazione Italo Francese di Concordia e presso la Stazione Kohnen.
Il progetto ha ricevuto il premio Cartesio 2007 per la ricerca ed è ad oggi il maggior database di paleoclima disponibile. Fino ad allora le perforazioni dei vari siti antartici avevano ripercorso la storia del clima fra i 20 mila e i 400 mila anni indietro (la stazione russa di Vostok era il riferimento più completo). Concordia ed EPICA ivece, ci hanno fornito il clima della terra fino a 740 mila anni fa. Nell’articolo ci si riferiva come paragone al nucleo di ghiaccio precedente, quello di Vostok, che aveva fornito prove convincenti della natura del clima negli ultimi 420.000 anni. Con questo studio si riportava il recupero di un nucleo di ghiaccio profondo e si forniva un record climatico sugli ultimi 740.000 anni con dettagli sulla lunghezza dei cicli e tutto il set di definizione di dati della transizione dalle condizioni glaciali a quelle interglaciali. Per comprendere ciò che è stato fatto, prendo alcuni dei dati dall’articolo:
“Il sito ha uno spessore del ghiaccio di 3.309 ± 22 m; l’attuale profondità di foratura è di 3.190 m, di cui 3.139 m sono stati analizzati per un’ampia gamma di componenti. L’attuale temperatura media annuale della superficie è di -54,5 ° C e il tasso di accumulo della neve è di 25 kg m2 anno (2,5 cm di acqua equivalente all’anno). Il sito di perforazione si trova a 560 km dal sito dei nuclei di Vostok… A sostegno della nostra affermazione che la stratigrafia centrale è indisturbata alla profondità attuale (3.139 m) nonostante la relativa vicinanza del substrato roccioso (meno di 200 m). Secondo il nostro calendario preliminare, l’estensione del record a 3.190 m (ghiaccio già perforato ma non analizzato) riporterà il record a 807 ± 10 kyr..”

Incredibile.
Quello che è stato fatto è stato incredibile. Ancora più incredibile che i dati attuali non vengano nemmeno considerati e quanto scritto ieri totalmente disatteso.
Comunque, questo il link alll’articolo del 2004: https://www.nature.com/articles/nature02599

E’ chiaramente un articolo molto tecnico ma è interessante per riuscire a capire come si confrontano i dati in ambito scientifico e come viene scritto un articolo di questo tipo. Consiglio di scorrerlo, arrivare in fondo, ai riferimenti, alle informazioni sugli autori. Ma anche il metodo di analisi, le dichiarazioni etiche, le fonti precedenti.Se vi capita cliccate sulle referenze, sulle note, provate a cliccare su ogni link e vedrete che si apre un mondo di conoscenza che è basato sulla peer review non sui commenti facebook. E tutto si basa sui titoli, sulle altre pubblicazioni, sui CV degli editori e su tutto quello che storicamente è stato prodotto su quell’argomento e su quelli correlati. Magari con i link all’Open Researcher and Contributor ID (acronimo: ORCID) un’identificazione univoca degli scienziati e di altri autori della letteratura scientifica e che apre ad altro materiale. Ecco perchè credo ancora alla scienza e a tutti quelli che dedicano la propria vita alla conoscenza. Anche se possono e dovessero sbagliare.

 

+600-1000%

Volevo far vedere dei dati che vengono dall’ “Analisi della mortalità nel periodo di epidemia da COVID-19”, pubblicati su una nota statistica dell’INPS (reperibile a questo link:https://www.inps.it/…/Dati…/Nota_CGSA_mortal_Covid19_def.pdf ). 
Lo studio è stato condotto in modo da evidenziare gli effetti sulla mortalità della pandemia da COVID-19 e l’analisi è stata effettuata mettendo a confronto i decessi avvenuti dal 1° gennaio al 30 aprile 2020 con la mortalità media del periodo 2015-2019. Una delle figure più significative è qui riportata, in particolare quella in alto a destra, con aumenti significativi in range compresi fra il 600 ed il 1000%. Ora, a quelli che girano il sugo e che improvvisamente si trasformano in Louis Pasteur o a chi ci racconta che è andato tutto bene e che sono stati bravissimi, ecco, io volevo solo aggiungere una cosa: pensa a che cazzo sarebbe successo se fosse andata male!99133607_2939844399467299_758788479160156160_o

Qui succede qualcosa.

100104626_2938200359631703_5626397163371102208_oQui sta succedendo qualcosa. 

E’ un dato unico che va confermato dalla tendenza ma serve a riflettere su una questione piuttosto importante. Questo dato riporta al concetto di secondo impulso, di seconda ondata, quella che storicamente (spagnola e,ancora più indietro, peste nera) ha lasciato i segni più evidenti. 

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Nessuno!

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Avessi sentito uno, uno solo di questi fenomeni dire: “forse è il caso di cambiare tutto! Il nostro modo di vivere, come consumiamo, mangiamo, usiamo…amiamo.
Niente, nessuno!
 

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il piccione

96003462_2898523356932737_3631203976126398464_o.jpgNon voglio avere nulla a che fare con i piccioni.
Li sto cancellando tutti.
Si, i piccioni.
C’è un detto che dice: “Discutere con certe persone è come giocare a scacchi con un piccione. Puoi essere anche il campione del mondo ma il piccione farà cadere tutti i pezzi, cagherà sulla scacchiera e poi se ne andrà camminando impettito come se avesse vinto lui.”

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smettere di scoprire

94573877_2866561186795621_8079601509827870720_o.jpgAndavamo al mare due anni fa.
Ci sentivamo fortunati, a godere del sole tiepido e rinfrescati dallo scorrere dei granelli di sabbia candida fra i piedi. Camminavano lungo la riva, osservando uccelli bizzarri e bambini incerti dietro ad un pallone. Continua a leggere