fottetevi voi e le olimpiadi

13392232_989908427794249_8381909020400781877_oNo dico, adesso si svegliano tutti a difendere, dicono, un’opportunità! Perché vogliono fare le Olimpiadi a Roma, capito? Le Olimpiadi.
E tutti questi grandi scienziati, questi manager della minchia, questi politicanti affini alla mazzetta, questi dittatori congolesi del malaffare si stanno riempendo la bocca come se fossimo di fronte alla scoperta dell’america.. invocando il sacrilegio.
E ne parlano ora, prossimi al ballottaggio.

FOTTETTEVI.
Continua a leggere

dilapidar fortune

13173315_970550479730044_552735585182523678_oViviamo in una “fortuna”, ci passiamo accanto, la respiriamo, ci siamo seduti sopra. E invece di creare cittadini che ne capiscano il significato, che si droghino di arte e magnificenza, seguiamo il corso dell’ordine mondiale, della diffusione della “cultura” del consumo», del capitalismo su base tecnologica.
Domanda e offerta e noi chiediamo più quello che abbiamo.

Forse dovremmo fare passi indietro. Oggi ho ascoltato una conversazione fra due giovani e non si può definire “bello” un telefonino – magari lo si può definire utile – come, in senso più generale, non si può rinnegare la storia in funzione del profitto e nemmeno si può distruggere un valore nel disinteresse per pilotare la massa sull’inutile. Abbiamo meraviglie a un’ora d’auto che a malapena conosciamo così come non abbiamo mai guardato con attenzione ciò che ci circonda, a 30 secondi da casa. 

Ed ecco il motivo per cui nascono schiere di analfabeti funzionali, gente che è in grado di ragionare solo su induzione, sul sentito dire gente che non legge, che non si informa e che nemmeno ascolta perchè non vuole ascoltare. E’ complicato ascoltare, come lo è comprendere. Costa fatica, toglie da uno stato di comodo.

La tecnologia invece è uno strumento. Come questo post, non serve a incensare l’autore o a esaltare ego sopiti, Dio ce ne guardi, serve a diffondere una consapevolezza diversa, un punto di vista che dovrebbe portare a riflettere.

Perché Il bello della ricerca del sapere è che modifica uno sguardo qualsiasi in estasi. Accende la curiosità, anche nella consapevolezza di “non sapere”.

una partita persa, senza rivincita e senza speranza.

173049061-6f8470b6-b69d-4348-a005-692ecaf6bdf0Ci preoccupiamo dell’ISIS, ma sono bastati centinaia di ubriachi olandesi per mettere a ferro e fuoco la città eterna, la nostra capitale. Quello che questi “tifosi” hanno fatto a Roma, ai simboli della nostra arte, al nostro cuore, è inimmaginabile.
E come se non bastasse invece che rimandarli tutti a casa e presentare il conto spese all’ambasciata olandese, cosa abbiamo fatto noi?
Noi italiani, li abbiamo accompagnati con il pullman allo stadio!! A vedere la partita. E certo, potevamo creare danni peggiori.  Continua a leggere

Angeli, formiche e nuvole

Schermata 2014-02-17 alle 21.01.19Gli ospedali non mi sono mai piaciuti, come i cimiteri d’altronde. Sono semplicemente due luoghi che associo al dolore e io non ho un buon rapporto col dolore e la sofferenza..
Il cimitero, ha dei vantaggi: è già tutto passato, il tempo, le malattie, i riti, le parole, sembra un film rallentato, mescolato a quella sensazione di pace di fronte all’eternità. E’ vero, aleggia l’eccezione del dolore associato al ricordo, della malinconia relativa alla mancata presenza. In un ospedale invece è tutto ancora in itinere, pronto a diventare palese, oppure già manifesto. Se poi ti capita che entri per un altro motivo, non strettamente connesso con il luogo e sei distratto, non ci pensi, non hai la consapevolezza del luogo fino a quando non ti imbatti in qualcosa che te lo ricorda. Così ti capita che un sabato mattina, in una giornata di sole magnifica dopo tanti giorni di nuvole scure e di pioggia, arrivi al policlinico, nella divisione pediatrica, per presenziare ad una conferenza. Continua a leggere

Mondo Cafonal

20131209-204444.jpg

Ho sempre avuto interesse per le immagini così come per il posto in cui vivo. Sempre più spesso, negli ultimi anni, ho associato la storia del mio paese con le immagini peggiori mai osservate. Scene di degrado, di malcostume, di violenza, spesso solo per futili motivi (il calcio, una sigaretta negata, la discoteca, ecc.). Ho più volte imputato questo malessere e questa perdita totale di valori alla totale assenza di un esempio tangibile da parte della classe politica. Sulla base di questa premessa, pochi giorni fa ho osservato con attenzione un documentario su un paparazzo piuttosto noto nel jet set romano. Il suo nome è Umberto Pizzi. Continua a leggere

annebbiati..

penisola-mafiosa-150x150Adesso troviamocelo un’altro scandaluccio, magari fatto di microspie e alleanze con gli “hamburger” tradite, troviamo un’altra partitella della minkia, un’altro paio di efferati delitti, una Arcuri che fa proclami contro l’abbandono dei cani e dice che non ha parole (e vorrei vedere.. quando le ha mai avute?).

Troviamoci un altro terremoto da tsunami in Garfagnana (TG5 dice: panico in spiaggia in versilia:  e che ti può succedere sulla spiaggia?), troviamoci una Jolie senza “sise”, una nuova ondata di caldo e consigli a frutta e verdura,  troviamo qualcosa per annebbiarci la mente sotto il sole d’estate.

Ma quando ci dite, invece, come usciamo dal tunnel nel quale ci avete infilato? Quando ci dite perchè cazzo non funziona più nulla nonostante ci sia lo Stato in ogni pezzo di vita, in ogni oggetto che utilizziamo, in ogni secondo di tempo?

Diteci,o  manager (s) e unti dal Signore, professionisti della parola e della dialettica del nulla, come ne usciamo. Visto che avete vissuto di proclami, ditecelo, visto che i nostri figli studiano per uscire da questi confini, ditecelo perchè continuiamo a sentire cose su 3-4 persone che capitalizzano i nostri cervelli da subumani, quando invece vorremmo sapere le cose che riguardano 50 milioni di persone..

 

colpo di stasi e Napolitano Bis

Fuori dal Parlamento, oggi alle 13

Fuori dal Parlamento, oggi alle 13

Roma alle 7 del mattino di un sabato qualsiasi è magnifica. La metropolitana inizia ad arrancare sotto il peso di fiumi di presone ma oggi non è un sabato qualsiasi. Oggi ci sono altre votazioni per le elezioni del Presidente della Repubblica. La città eterna è piena di gente, complice il Papa, complice la temperatura mite. Mi affaccio a piazza Colonna. Incontro Annarella, l’anziana rivoluzionaria, famosa per la sua intolleranza contro la classe politica, si ferma con i turisti, parla con dei poliziotti, si muove con una stampella e mi fermo con lei, per fare due chiacchere. Ha una carica incredibile. Le chiedo di salutarmi che le faccio una foto e mimo un saluto a mano aperta e lei mi rimprovera subito dicendomi che lei saluta col pugno chiuso.. “ahò io sò rossa sà..”

Mi sposto verso Montecitorio. Lo spettacolo è rivoltante. Pieno di Polizia e Carabinieri, mentre a fontana di Trevi poco prima, c’erano indiani ogni 10 metri che spiattellavano pallette viscide, centurioni finti e ogni genere di porcheria da borseggio e neanche un vigile. La folla fuori che grida slogan a favore di Rodotà. Ad un certo punto arrivano anche due classi di un liceo, accompagnate dai rispettivi professori che gridano “Rodotà! Rodotà!”. Sono le 13 circa.  Ci sono giornalisti e una serie di deputati che solo a guardarli fanno venire il voltastomaco per come si atteggiano e come gesticolano, c’è quel cretino che si piazza dietro ogni intervista TV, facendo finta di scrivere, lui può essere al di là delle transenne. Io, che pago questi signori “ingruvattati”, non posso neanche vedere cosa c’è nella piazza perchè i poliziotti mi limitano l’accesso, neanche per mero turismo. Forse è meglio non vedere.  Sono le ore che anticipano il più grande fallimento di una intera classe politica e, ahimè, di un popolo. Politici che trovano un nonno come unica ancora di salvezza. Napolitano verrà rieletto poco dopo con 738 voti, dopo che il suicidio politico di  un intero gruppo dirigente ha dimostrato al paese che 100 persone non riescono a mettersi d’accordo su un nome “super partes”. Abbiamo speso 390 milioni di Euro per fare delle elezioni. Prima avevamo Napolitano ed un governo tecnico. Adesso, alla faccia del cambiamento, abbiamo Napolitano di nuovo e un governo di larghe intese.. che cambia?

Abbiamo perso tutti, prendendo un anziano signore come unica soluzione.  Il popolo ha votato una nuova classe politica. Questa nuova classe politica doveva gestire un cambiamento epocale di fronte al malcontento generale ed al malcostume della Casta. Da 50 giorni siamo senza governo. Da 3 giorni non si trovava un nome che potesse essere il Presidente della Repubblica, un nuovo Presidente. Non ci si può credere. Non sono in grado di cambiare. Si autoreplicano, il sistema è autoreferenziante. Non cambierà nulla. Siamo in mano loro, a prescindere da Napolitano, che rispetto, non posso credere che per 7 anni ci troveremo questo Presidente perchè un manipolo di partiti inciuciano per le proprie poltrone.

Manigoldi. Siete dei falliti, siamo tutti dei falliti.

Oggi sotto quel palazzo, c’era gente comune, mamme, genitori, nonni, padri di famiglia. Gente che aveva gli occhi rossi, che stava li da ore, gente che ha la passione e l’amore per questo cazzo di posto fatto di monti, mare e storia, al contrario di quelli che sono dentro il palazzo, sempre più lontani dalla realtà e dalla gente. Tutti si aspettavano qualcosa e maledizione, non è successo nulla! ANCORA UNA VOLTA.. NON E’ SUCCESSO NULLA!!