è què la dimograzzia?

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I soliti due vecchietti, dopo aver pianto, pochi giorni fa, per il treno in Puglia, si ritrovano di nuovo. Stesso bar o stessa panchia, non importa, è il mondo intorno il teatro e la loro coscienza l’attore…

– Eccom’è?
– Com’è che?
– Ch’ogge sei tutto vistito bbene? N’da d’annà? Continua a leggere

dilapidar fortune

13173315_970550479730044_552735585182523678_oViviamo in una “fortuna”, ci passiamo accanto, la respiriamo, ci siamo seduti sopra. E invece di creare cittadini che ne capiscano il significato, che si droghino di arte e magnificenza, seguiamo il corso dell’ordine mondiale, della diffusione della “cultura” del consumo», del capitalismo su base tecnologica.
Domanda e offerta e noi chiediamo più quello che abbiamo.

Forse dovremmo fare passi indietro. Oggi ho ascoltato una conversazione fra due giovani e non si può definire “bello” un telefonino – magari lo si può definire utile – come, in senso più generale, non si può rinnegare la storia in funzione del profitto e nemmeno si può distruggere un valore nel disinteresse per pilotare la massa sull’inutile. Abbiamo meraviglie a un’ora d’auto che a malapena conosciamo così come non abbiamo mai guardato con attenzione ciò che ci circonda, a 30 secondi da casa. 

Ed ecco il motivo per cui nascono schiere di analfabeti funzionali, gente che è in grado di ragionare solo su induzione, sul sentito dire gente che non legge, che non si informa e che nemmeno ascolta perchè non vuole ascoltare. E’ complicato ascoltare, come lo è comprendere. Costa fatica, toglie da uno stato di comodo.

La tecnologia invece è uno strumento. Come questo post, non serve a incensare l’autore o a esaltare ego sopiti, Dio ce ne guardi, serve a diffondere una consapevolezza diversa, un punto di vista che dovrebbe portare a riflettere.

Perché Il bello della ricerca del sapere è che modifica uno sguardo qualsiasi in estasi. Accende la curiosità, anche nella consapevolezza di “non sapere”.

eclissi di cielo

mount-rainier-casting-upward-shadow-toward-skyPer la serie meraviglie dal mondo: un’alba magnifica, dietro monte Rainer (Washington, USA) crea un cono d’ombra enorme nel cielo. La foto è di un utente di Reddit (runrgrl) che l’ha scattata da Fox Island, vicino Gig Harbor. Monte Rainier è considerato uno dei vulcani più pericolosi del mondo per la grande quantità di ghiaccio sulle pendici che potrebbe causare una enorme nube piroclastica.

vorrei tornare a far foto a colori

il vicolo della fontanella del suffragioviterbo pur nella sua bellezza, è diventata una città in bianco e nero, molto spesso tendente al grigio. credo, e ne sono fermamente convinto, che sia divenuto ormai un posto popolato di gente assuefatta al brutto, da gente che non vede più storia nelle pietre, che non apprezza più i simboli, le vie, i vicoli, le piazze, le chiese, i tetti, le fontane. la gente che abita qui vede queste cose come luoghi dove passare, non dove essere.

Incontri ravvicinati con le radiazioni.

Buzludzha by СмdяСояd
Buzludzha a photo by СмdяСояd on Flickr.

Guardavo foto, come tutte le volte che ho voglia di viaggiare e non posso. Mi sono trovato per un caso (fortuito?) sul profilo flickr.com di Michael Kotter. Un reportage da Cheronobyl e da Pripyat, la città a 3 km dal reattore, abbandonata subito dopo. Una sorta di Pompei nucleare dove tutto è rimasto come era e dove la Natura, si sta riprendendo tutto, comprese le mutazioni. Si stima che la città potrà essere nuovamente abitata, con margini di rischio accettabili, tra circa 500-600 anni.

la distorsione della lente sul legno antico

wood distorsion by bruno
wood distorsion a photo by bruno on Flickr.

Ieri pensavo alla mia città. Era straordinariamente bella, senza nessuno, ma permeata di una tristezza e di una malinconia infinita. Hanno chiuso il centro è vero, l’aspettavamo tutti. Il centro vuoto è solo un centro morto. Stanotte ci pensavo e mi immaginavo le strade piene di gente, di bambini che giocano, di padri e madri a braccetto, di signori anziani che discutono di figli e di politica. Pensavo, che bello se il suolo pubblico fosse gratuito: magari per presentare conferenze di arte, musica, teatro, scienza, cultura con proiettori e sedie, oppure a utilizzare saltinbanchi, giocolieri, musicisti di strada, attori, tutto coordinato e tutto gratuito. Magari utilizzare un pulpito a similitudine di quello di Hyde park, dove ognuno può dire la sua di fronte ai passanti, oppure tavoli e ombrelloni di bar che possono liberamente occupare le piazze, pensavo ad un thè nel giardino dei priori, a musica dal vivo a piazza san carluccio, ad una conferenza di fisica a piazza fontana grande. Ieri l’unica cosa bella erano i bambini che giocavano a calcio a piazza del gesù senza uno smartphone. Giocavano davvero e avrei voluto fare un cross per un magnifico colpo di testa che sarebbe finito poi in una porta immaginaria fatta da due giacche. Non saprei. Forse ho visto tanto del mondo e forse mi sono illuso che si potrebbe fare..

After the snow…

After the snow... by THE ARCH1
After the snow… a photo by THE ARCH1 on Flickr.

New York City (NYC) sembra la capitale dell’impero americano anche se l’America non è propriamente New York e New York, di contro, non è l’America. VIsta da fuori, NYC è una città magnifica, costruita di vetro, acciaio e biodiversità. Ma ancora più magnifico è Central park, i lampioni, strawberry fields, le fontane, i viali, i prati e i laghetti. NYC è il posto dove sognare di vivere anche se poi, non è facile fare nulla, Central Park invece, è il posto dove immaginare di portare la ragazza, la moglie, i nipoti, il libro preferito, un panino o i noodles. Central park è tutto qui dentro. Una meraviglia dopo la neve…