metafore per nuovi leader

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Avete presente le orme sulla sabbia? Quelle che si lasciano passeggiando sulla battigia, con le forme disegnate dall’appoggio e dal peso e le onde del mare che passano sopra. E il mare ed il tempo pian piano le ammorbidiscono, le levigano fino a poi cancellarle. Le avete presente?

Questa è Viterbo.
O almeno la metafora politica di questa città negli ultimi anni.
E’ passato qualcuno ma è come se ciò non fosse successo.
Nell’ultimo periodo poi c’è stata proprio la mareggiata e i passi sono stati sostituiti addirittura dai sassi, da quelli più profondi, quelli sotto la sabbia.
Addirittura non c’è più nemmeno la spiaggia.

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Quello che serve davvero…

Schermata 2017-06-18 alle 18.11.49L’avevo scritto tempo fa.
Mio padre, mi ha educato con la convinzione che, per questa Nazione, valesse la pena fare qualsiasi cosa, mi ha insegnato a credere all’onestà ed alla saggezza, al coraggio ed alla fedeltà. Mi ha assicurato che chi comandava non mentiva, non imbrogliava, non rubava e non abbandonava i propri concittadini.
Ho sempre creduto che i veri leader fossero così.

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i soliti due…

14195446_1053610691424022_3039800353746352221_oI soliti due vecchietti.
Sono alla solita panchina o al solito bar, poco importa.
Iniziano a parlare. Si ritrovano dopo la festa.
Shhhh, sentiamo cosa dicono…

– L’hae veduta? Continua a leggere

caffeina, analisi semiseria

Schermata 2016-07-04 alle 06.58.58Tema: Caffeina. L’analisi semiseria e personale del fenomeno.
(Lo so, è lunga)…

Svolgimento:
Volge al termine anche questa edizione di Caffeina.
Due settimane di vita in quest’assoluto e perpetuo panorama di ignavia, quindici giorni di “struscio” proficuo per viterbesi, commercianti e albergatori, di ospitalità, informazione, cultura, ad uso e consumo di locali, forestieri e imprenditori.
Gente giusta insomma, che porta soldi, che muove l’economia, che crea indotto.  Continua a leggere

Ejelo..

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Mentre l’Italia vince, Bud spencer muore e gli islandesi mandano a casa gli inglesi che ci sono voluti rimanere da soli, qui è sempre più caldo, le giornate sono una sorta di fornace a cielo aperto e i due vecchietti si incontrano sempre al solito posto, poco importa dove.
Importa invece la logica senza filtri, il confronto con i tempi moderni, con la civiltà che progredisce e i termini di paragone col passato. Eccoli …

–       l mónno è dde li furbe!

–       E fregna! So appena rrivato e angià me rigali stà perla de saggezza?

–       E’ che penzavo a arta voce.. lo vedi quello?

–       Quale?

–       Quello lì, quello de fronte al nigozzio. Quello cò quella sorte maghina. Momente c’entra dentro, pè non fa diece metre a piedi. C’è ‘l segno de l’handicappati e lui ce s’è messo sopre. Se je lo vai a ddì che ccosa te dice: “ Ecchevvoì mò? è n’attimo!”… ‘n corpo che te pije vojo.. sto dilinguente! Continua a leggere

la democrazia nostra e quella degli altri

13502607_998237246961367_4941567032729953128_oCon il 73% di affluenza, la Gran Bretagna si appresta ad uscire dall’Europa mentre noi deleghiamo ad altri ciò che ci interessa, non abbiamo  la possibilità di scegliere chi ci governa e nei nostri referendum abbiamo di norma un 50% di “machecazzomefrega”..

E mentre loro decidono cosa fare del loro futuro, noi ci titilliamo la mente con il vuoto assoluto. Ecco l’esempio.

Viterbo: Aula del consiglio comunale deserta. Bella eh? In realtà è quasi sempre così. Anche ieri. Doveva esserci il consiglio comunale. La maggioranza ha disertato la seduta. D’altronde non serve nella città degli ignavi, dove solo pochi capiscono l’oltraggio che vi viene perpetrato e al “popolo” basta dare una birra e un po’ di pallone.  Continua a leggere

che poi “da sopre” è bella..

13419049_991875607597531_6015087834208415198_nChe se la guardi da sopra non è neanche tanto male!
Anzi, tuttaltro.

La osservi e pensi: “Guarda che bella la città, contornata dalle mura, le scuole che si vedono come punti di riferimento, come pilastri al mondo che verrà. E poi tutti quei tetti antichi, quei gruppetti di case tutte ammassate in nuclei ben definiti, le piazze nascoste fra le case e le torri, come quella della piazza principale, con tutti quei vicoli a contorno che sembrano piccole rughe del tempo.

Il brutto arriva quando entri dentro, quando ti confronti con il degrado, con l’abbandono, con i servizi che non ci sono. Basterebbe osservare la viabilità. Continua a leggere