cos’è la mafia

81147727_2633469603438115_9163596580404592640_o.jpgLo ripeto, senza tanti giri di parole.

Manipolare l’informazione, il pensiero, osteggiare chi non fa parte dell’establishment o chi è un ostacolo al mantenimento o al consolidamento di un interesse e caldeggiare, di contro, l’incompetenza, gli amici, i padroni, quelli che ti fanno sopravvivere o che ti danno da campare,  contestualmente rinnegare malaffare, mancanza di idee, immobilità, clientelismo e voto di scambio a casa mia si chiama in un modo solo: Mafia!
E quando questo sistema ti entra dentro e lo esalti o lo reputi “buono” significa solo che ne fai parte. Punto.

si chiama solo in un modo

Ho fatto un post su Facebook ieri, sul palazzo papale e sui miserabili a cui abbiamo delegato il potere. Premetto: dei numeri non me ne frega nulla ma per capire come funziona a viterbo basterebbero i numeri di quel post. Io scrivo per me e di solito, se non per casi specifici, non taggo mai nessuno anzi disprezzo fortemente quelli che per avere visibilità taggano 70-80 persone nei loro post. Continua a leggere

miserabili

13419049_991875607597531_6015087834208415198_nIeri il consiglio comunale della mia città ha bocciato un emendamento (per uno stanziamento di 25mila euro in contributi) che poteva essere un primo segnale di vita, di ragione e di attenzione della politica locale, volto a contrastare lo sfaldamento del monumento simbolo di Viterbo. Parliamo del palazzo dei Papi, quel monumento dalla cui storia è derivato il termine “conclave” e che è universalmente riconosciuto essere l’icona stessa della città.
Viterbo, la città dei papi.
Dopo ieri io credo sia invece la città dei miserabili.
Non ci sono altri termini.
Miserabili. 

Ebbene, a prescindendere da chi lo ha proposto, quel consiglio comunale, di improvvisati amministratori dico io, lo ha respinto. Come a dire, e chiedo perdono per la crudezza delle parole che seguono: “non ce ne fotte un cazzo della proposta, èmo vinto noi, semo noi che governamo, non v’enculiamo de pezzo”.  Questo il senso. La negazione per “partito” preso, partito fra virgolette. 

Era un segnale, un primo segnale, come la campana che suonava nei villaggi per richiamare la gente in caso di incendio. Manco la campana sentono, figuriamoci se vedono l’incendio. Questo consiglio, questa giunta, questo “primo cittadino” che dovrebbe rappresentare tutti con competenza e esempio (e visti gli ultimi fatti mi chiedo come possa) dopo un anno e mezzo di nulla, di palliativi, di scambi di poltorne e casacche, di morte del tessuto economico e sociale e di scarso interesse per tutto ciò che non sia gestione delle poltrone, di fronte a qualcosa che è simbolica ma allo stesso tempo vitale per la stessa sopravvivenza della città, se ne fotte!

Come se ne fotte dei monumenti, come se ne fotte del centro, dell’economia, della cultura, delle auto, del rispetto delle regole fino ad arrivare a quell’edificio che è, di per se, la rappresentazione stessa del nostro brand comunicativo verso l’esterno, quello che la storia ci ha consegnato. Se ne fotte. E spero che chiunque si riconosca in queste parole, le condivida a prescindere dalla fede di parte, affinché si possa riconoscere che i risultati, la gestione, la vita intera della città sia stata lasciata in mano a gente che non dovrebbe nemmeno entrare in quelle sale. 

Io se fossi in voi non argomenterei nemmeno. 

Io fossi in voi chiederei solo scusa.

lettera alla consigliera perlorca (minuscolo)

20881930_1393594847425603_7232200292515009727_nLettera alla consigliera Perlorca.

Signora, lei ieri ha detto questo.
(trascrizione)
… Prego Consigliere Perlorca : “…Dunque io meeee vorrre.. eeehh riallacciare a Antoniozzi quando prima della polita eccetera eccetera… (sospiro) Allora, intanto abitare nel centro storico non è un obbligo. (pausa breve) Cioè nel senso è una scelta di vita perché non è che uno ti obbliga ad abitare nel centro storico a meno t.. poracce ce so quarant… quattro o cinque vecchiette che so rimaste lì e so obbligate a stacce perché non hanno altro (apnea). Continua a leggere

una boa nell’oceano

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Premetto, non sono nessuno, però sempre più spesso mi chiedono materiale, in particolare foto.
Eh si, le foto di più, forse perchè i testi che scrivo o fanno incazzare qualcuno o sono troppo personali.
Le foto invece, fanno sempre contenti tutti.

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e così sia..

20881930_1393594847425603_7232200292515009727_nE’ così.
Non so perchè ma è così
Corro sui ricordi.
O almeno mi sembra di farlo.
Non lo so.
Questo è quello che mi sento adesso addosso.
Ogni mattina mi sveglio, lavo i denti, metto scarpe e cuffie, prendo le chiavi e…via, fuori.
Nel fresco, a correre il giro della città.
A respirare la mia città.
A rincorrere ricordi nei posti che mi hanno fatto diventare grande.

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buon viaggio

20819657_1391247800993641_6027452746707311456_oLo scrivo qui, perchè non so dove scriverlo.
Oggi mi hai lasciato senza parole Massimilià, è già questo è tutto dire. Che poi, chiamarti Massimiliano neanche suona bene come dovrebbe.
Deddo, suona meglio. D’altronde, ti conosciamo tutti come Deddo.
Questo sei stato e questo sempre sarai.

Come quando ti chiamavamo dal muretto, a Piazza Vittorio Veneto, con quella “e” che doveva essere allungata come a dire: il nome è corto ma sottende qualcosa di più importante. E quel nome era sempre accompagnato da un sorriso. Il tuo. Continua a leggere