E’ diventata…

40051781_1803997376385346_2831320725892104192_oL’Italia sembra diventata il posto dove s’invocano regole solo per gli altri, dove si dice “echeccazzo un ‘attimo!” mentre si parcheggia nel posto di un disabile, dove c’è uno che ha sempre più fretta o uno che ha più diritti e meno doveri degli altri.
E’ il posto dove se posso mi sottraggo, dove di norma ritratto o dileggio, dove se conosco ottengo e dove se avanza prendo. Continua a leggere

e così sia..

20881930_1393594847425603_7232200292515009727_nE’ così.
Non so perchè ma è così
Corro sui ricordi.
O almeno mi sembra di farlo.
Non lo so.
Questo è quello che mi sento adesso addosso.
Ogni mattina mi sveglio, lavo i denti, metto scarpe e cuffie, prendo le chiavi e…via, fuori.
Nel fresco, a correre il giro della città.
A respirare la mia città.
A rincorrere ricordi nei posti che mi hanno fatto diventare grande.

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buon viaggio

20819657_1391247800993641_6027452746707311456_oLo scrivo qui, perchè non so dove scriverlo.
Oggi mi hai lasciato senza parole Massimilià, è già questo è tutto dire. Che poi, chiamarti Massimiliano neanche suona bene come dovrebbe.
Deddo, suona meglio. D’altronde, ti conosciamo tutti come Deddo.
Questo sei stato e questo sempre sarai.

Come quando ti chiamavamo dal muretto, a Piazza Vittorio Veneto, con quella “e” che doveva essere allungata come a dire: il nome è corto ma sottende qualcosa di più importante. E quel nome era sempre accompagnato da un sorriso. Il tuo. Continua a leggere

il disordine…

20745937_1389272647857823_8815452346328809193_oOggi c’è disordine nel cuore.
Non so perchè ma c’è un muro che costeggia la mia alba, abbracciato dalla brezza e dalle nuvole, ci sono vetri e fili, amore e odio.
I ricordi che mi seguono, salgono più veloci di quanto io possa correre.

C’è mio nonno che batte col martello, la falegnameria d’estate, la polvere del legno depositata su ogni cappio, capello, spigolo, piano, ricciolo, le scatole con le punte dei ceselli, le chiavi, i morsetti, l’odore del vinavil. Sembra ieri sera. Ed è già mattina. Un nuovo giorno che arriva e tutto porta via.
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mani che serviranno, almeno qui.

Schermata 2017-08-05 alle 14.59.49Queste mani, fra poco serviranno, almeno qui.
Servono per una settimana, ahimè, solo una settimana.

Perchè questo è e a Viterbo questo succede.
Inutile sostenere il contrario e inutile anche fare gli offesi.
In questa città, per un anno, siamo tutti sconosciuti e quelli che conosciamo sono nemici, cavalcano interessi altrui, sembrano e si atteggiano tutti come amanti traditi.

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Lucifero

Schermata 2017-07-31 alle 19.18.16

Siamo impresentabili.
Siamo governati da impresentabili e siamo impresentabili noi stessi. Basta un giorno come oggi a definire l’italia.

Iniziamo da stamattina.
Orte, perchè se non vuoi morire sul treno conviene Orte, che di buono, per i viterbesi, ha solo la stazione.
Noi a Viterbo, manco quella. Parcheggio, la macchina cambia soldi è stata estirpata dalla sua sede. Le macchinette per i biglietti del parcheggio non danno resto, quindi se hai due euro ti frega 50 centesimi, fallo su 50-100 persone tutti i giorni e poi vedi. Son soddisfazioni grosse trovare uno che ti cambia 2 € in pezzi da 50 cent.

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altro che cabrio…

Schermata 2017-08-03 alle 16.48.45E poi torni a casa.
Sono le 23.00 di una domenica di fuoco.
Dopo aver visto l’autostrada stamani, verso Roma, un continuo inno alla devastazione.
Prati, campi, alberi, interi settori inceneriti. Nero nell’ocra, ovunque.

Poi torni.
Stavolta la Cassia che è tutto un serbatoio di cenere e di alberi polverizzati. Anche i rifiuti sono fusi.
Altra vergogna nella vergogna.
Esci a #viterbo sul semianello. La domenica che va a finire non vedi l’ora di trovare delle lenzuola per poter fare un’altra sindone in questa estate torrida.
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