E adesso?

Unknown

Pausa pranzo.

 

In tempo per leggere le dichiarazioni del Ministro dell’Interno contro i giudici che non hanno convalidato l’arresto della rasta tedesca ricca e senza patente nautica.
E niente, ci aspettano altre due settimane di delirio su queste frequenze.

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a me piacerebbe

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A me piacerebbe vivere in uno stato in cui l’interesse, lo sdegno e la partecipazione che vedo sollevarsi ora per la #Seawatch3 siano gli stessi anche per altre vicende.
Faccio un esempio: mi piacerebbe vivere in uno stato in cui si usasse la stessa energia per un processo che dura 10 anni o per 200 miliardi di evasione fiscale, per un’ecografia da fare in due anni, o per una scuola, un ponte, un viadotto che crollano.

Non so, forse sono io ma se questi sono i problemi reali e tutti gli altri non li consideriamo più, beh allora viviamo in una catastrofe da anni e non ce ne rendiamo conto.

illustrazione di #Miko Maciaszek

la risposta

10580007_937158153069277_8010918856235256672_nPausa pranzo.

Ho risposto a questa frase.
Un amico con cui interagisco, cosa oramai, sempre più rara, mi ha dato uno spunto.
Questa la frase.
“Io ho l’impressione che spesso il criticare tutto sia solo funzionale al voler dimostrare l’incapacità di alcuni e l’indimostrabile capacità di altri. E invece di guardare a quelli meglio di noi, sarebbe il caso di darsi da fare per diventare, noi, i migliori. Facile? Difficile? Chissà. Ma intanto provarci senza continuare a piangersi addosso. “

La risposta, lo so è lunga e non è un esercizio di stile ma vale come ragionamento generale.
Questo il testo:

Quindi riferendomi alla prima frase (che cito: Io ho l’impressione che spesso il criticare tutto sia solo funzionale al voler dimostrare l’incapacità di alcuni e l’indimostrabile capacità di altri) credi che il lamento sia uno strumento di propaganda? Continua a leggere

E’ diventata…

40051781_1803997376385346_2831320725892104192_oL’Italia sembra diventata il posto dove s’invocano regole solo per gli altri, dove si dice “echeccazzo un ‘attimo!” mentre si parcheggia nel posto di un disabile, dove c’è uno che ha sempre più fretta o uno che ha più diritti e meno doveri degli altri.
E’ il posto dove se posso mi sottraggo, dove di norma ritratto o dileggio, dove se conosco ottengo e dove se avanza prendo. Continua a leggere

e così sia..

20881930_1393594847425603_7232200292515009727_nE’ così.
Non so perchè ma è così
Corro sui ricordi.
O almeno mi sembra di farlo.
Non lo so.
Questo è quello che mi sento adesso addosso.
Ogni mattina mi sveglio, lavo i denti, metto scarpe e cuffie, prendo le chiavi e…via, fuori.
Nel fresco, a correre il giro della città.
A respirare la mia città.
A rincorrere ricordi nei posti che mi hanno fatto diventare grande.

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buon viaggio

20819657_1391247800993641_6027452746707311456_oLo scrivo qui, perchè non so dove scriverlo.
Oggi mi hai lasciato senza parole Massimilià, è già questo è tutto dire. Che poi, chiamarti Massimiliano neanche suona bene come dovrebbe.
Deddo, suona meglio. D’altronde, ti conosciamo tutti come Deddo.
Questo sei stato e questo sempre sarai.

Come quando ti chiamavamo dal muretto, a Piazza Vittorio Veneto, con quella “e” che doveva essere allungata come a dire: il nome è corto ma sottende qualcosa di più importante. E quel nome era sempre accompagnato da un sorriso. Il tuo. Continua a leggere

il disordine…

20745937_1389272647857823_8815452346328809193_oOggi c’è disordine nel cuore.
Non so perchè ma c’è un muro che costeggia la mia alba, abbracciato dalla brezza e dalle nuvole, ci sono vetri e fili, amore e odio.
I ricordi che mi seguono, salgono più veloci di quanto io possa correre.

C’è mio nonno che batte col martello, la falegnameria d’estate, la polvere del legno depositata su ogni cappio, capello, spigolo, piano, ricciolo, le scatole con le punte dei ceselli, le chiavi, i morsetti, l’odore del vinavil. Sembra ieri sera. Ed è già mattina. Un nuovo giorno che arriva e tutto porta via.
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