l’anatema

Schermata 2017-08-06 alle 12.24.11Mi auguro, un giorno, che tutto quello che avete lasciato, tirato, abbandonato in mezzo alla strada, possa tornare di nuovo, TUTTO, sulla strada.
Si, me lo auguro.

Mi auguro che il riassunto delle vostre vite, fatto di bottiglie di birra, di ombrelli rotti e colorati, di sacchetti di mcdonald consumati in auto, di pannoloni pieni di liquami, di bicchieri di plastica delle vostre feste di compleanno, torni sul sedime stradale.
Delle vostre strade.
Di quelle che vi portano a casa.
La vostra casa.
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i soliti due…

14195446_1053610691424022_3039800353746352221_oI soliti due vecchietti.
Sono alla solita panchina o al solito bar, poco importa.
Iniziano a parlare. Si ritrovano dopo la festa.
Shhhh, sentiamo cosa dicono…

– L’hae veduta? Continua a leggere

la scala pè la dimograzzia

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I soliti due vecchietti. E’ sempre più caldo e, al bar o alla panchina della piazzetta, si ritrovano per discutere di quello che vedono, di quello che vivono, di quello che sono.
Questa volta salgono, pian piano, sulle scale ripide di un concetto che definiamo assodato…

– Ma hà visto c’hanno fatto l’altro ggiorno mal consijio communale?

– Ahò e famm’arrivà, ‘orcanculata, manco so rrivato gà rompi li cujoni! Continua a leggere

vi prego…

13731968_1020473338071091_3345200943905817089_oMi inginocchio, di fronte a tutti voi e Vi prego.
Dal più piccolo dei bambini al più alto dei ragazzi.
Ho una cosa da chiedervi, dal profondo del cuore. 
Una preghiera.

Vi prego, accendete la curiosità, fatela ardere,
tenetela viva, alimentatela con le storie che raccoglierete
servirà per un viaggio, quello di ritorno.

E poi… Continua a leggere

i banchi della vergogna.

13680762_1018863484898743_1255915112122950163_nComune di Viterbo.

Questi sono i banchi della maggioranza, in consiglio comunale, al primo appello. Mi chiedevo: dove sono finiti i rappresentanti che il popolo, per il tramite delle ultime elezioni, ha delegato a governare questo luogo?

A premessa di ciò che segue, estraggo alcune parti dello Stauto del Comune di Viterbo. Al punto 1, dell’art. 1, del Titolo I, c’è scritto:
“il Comune di Viterbo RAPPRESENTA la comunità di cittadini che vivono nel territorio comunale, ne CURA gli interessi e ne promuove lo sviluppo civile, sociale, culturale ed economico, perseguendo le finalità stabilite dal presente Statuto…”

Ecco, basterebbe questo estratto. Almeno eticamente, basterebbero i due termini scritti in maiuscolo: “rappresenta” e “cura”.
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per dire…

1799073_724489511002810_3372021948706052548_oMentre si disserta sui Pokemon che non si trovano o sui vigili urbani che nutrono profonda stima nella “merkel de noialtri”, mentre il sindaco ha ricette e pozioni miracolose, come i druidi di Asterix, e consiglieri che sono famosi solo per aver bruciato sedie, discutono di libri che non conoscono, questa città va definitivamente a morire.  Continua a leggere

è què la dimograzzia?

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I soliti due vecchietti, dopo aver pianto, pochi giorni fa, per il treno in Puglia, si ritrovano di nuovo. Stesso bar o stessa panchia, non importa, è il mondo intorno il teatro e la loro coscienza l’attore…

– Eccom’è?
– Com’è che?
– Ch’ogge sei tutto vistito bbene? N’da d’annà? Continua a leggere

émo da fa le murte noi..

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–       Ovè quell’ò, che dichi?

–       E cche ttò ddà dì? Le solite fregne, me fanno male l’ossa, la mi moje me rompe li cojoni e la notte ‘nse dorme più pè le sarapiche e pè stì mastietti che fanno macello.

–       Ossanamaazzà pè davero eh, ‘n c’è verzo. Io dico, pè carità, gajardo che c’è movimento, che se pozza girà senza maghine, che c’è vita mà le strade, solo che questòro so gnoranti a ddì de sì! Bevono come Quinto de Giuseppina, quello che morse pèl fegoto grosso come nà balla de fieno, e ppoe so zozzi come pòchi. Continua a leggere

la democrazia nostra e quella degli altri

13502607_998237246961367_4941567032729953128_oCon il 73% di affluenza, la Gran Bretagna si appresta ad uscire dall’Europa mentre noi deleghiamo ad altri ciò che ci interessa, non abbiamo  la possibilità di scegliere chi ci governa e nei nostri referendum abbiamo di norma un 50% di “machecazzomefrega”..

E mentre loro decidono cosa fare del loro futuro, noi ci titilliamo la mente con il vuoto assoluto. Ecco l’esempio.

Viterbo: Aula del consiglio comunale deserta. Bella eh? In realtà è quasi sempre così. Anche ieri. Doveva esserci il consiglio comunale. La maggioranza ha disertato la seduta. D’altronde non serve nella città degli ignavi, dove solo pochi capiscono l’oltraggio che vi viene perpetrato e al “popolo” basta dare una birra e un po’ di pallone.  Continua a leggere

considerazioni sui 30 all’ora

13244786_981584735293285_8415399669261217833_nUna considerazione. Pochi giorni fa, questo covo di talenti, di fenomeni eruditi, ha emanato un’ordinanza per ridurre la velocità sulle peggiori strade cittadine. 

Circa 15 vie, disastrate, non che le altre siano mese bene, per carità, ogni giorno ci vorrebbe un bigonzo di “gaviscon” per l’acidità di stomaco oltre che ai soldi della benzina. Insomma, al contrario di quello che fanno negli altri paesi dove fanno l’elenco dell “scenic drive” noi abbiamo il nostro “horrific drive”. Decenni di insulsi e di fenomeni, di voti di scambio e di marchette. Torniamo alle strade..

Dicevo, di questa quindicina di indecenze, 3 strade, il 20%, sono in un quartiere, il più popoloso della città: Santa Barbara, che guarda un po’, prende il nome dalla Santa invocata contro la morte improvvisa per fuoco, (motivo per cui gli esplosivi ed i luoghi dove vengono conservati sono spesso chiamati “santabarbara” in suo onore) come questo quartiere, pronto ad esplodere.

Circa 10 mila abitanti (più di Ronciglione) che, per raggiungere la viabilità ordinaria della cittadina ridente in cui abitano, hanno solo tre vie:
– due di queste sono tra le strade in questione,
– una è una rotatoria, con raggio di curvatura errato e la sagoma deformata (ha si e no 5 anni).
Nota: l’altra delle tre vie disastrate del quartiere è quella che lo taglia esattamente in due come dallo schema che allego.

Ora, visto e considerato che il quartiere è pressochè nuovo, (10-15 anni sono un tempo relativamente breve per le opere pubbliche a fronte, che so, agli acquedotti dei romani, mi chiedo:
– ma chi ha progettato l’urbanizzazione del luogo o chi ha decretato il piano regolatore (sempre se esiste) ha previsto l’impatto della viabilità sulla crescente popolazione?
– e chi ha costruito le strade era la stessa ditta che costruiva gli argini col polistirolo in toscana? e tutti i lavori di allaccio delle nuove utenze, i buchi sulle strade per connettere luce gas, acqua alle nuove palazzine, possibile che debbano esser fatti sempre a cazzo di cane e lasciare solchi come canyon?

E’ palese, anche ad un ignorantone come me, che la qualità delle strade in funzione del tempo e del traffico che vi circola è inadeguata o che la previsione di crescita è stata sottostimata.

Concludo aggiungendo Comunque lo scopo per questi fenomeni non è la salute pubblica. Non lo è affatto.
Anche perchè fra 50 o 30 all’ora, arrivi comunque a rotture per “fatica” (consiglio i fenomeni di andarsi a documentare comunque in linea di massima sono sollecitazioni ben sotto il carico di rottura a schianto ma reiterate nel tempo che distruggono comunque i materiali).
Se prendi una buca ben fatta i danni li fai comunque. Quindi l’ordinanza dei 30 all’ora è una boutade, serve solo a tutelare le loro finanze, magari da reinvestire poi in qualche festìvàl della minchia..