meraviglia

mount neumayer covered by katabatic

E’ ferragosto, e visto che sudo per il caldo, ho lasciato andare la mente fra i ricordi più belli della mia vita e mi sono imbattuto in questa foto che documenta quando sudai freddo di fronte ad uno degli spettacoli che non dimenticherò mai più. Quello che si vede scuro in primo piano è un monte alto circa 700 metri (Neumayer) coperto da un sottile strato di vento catabatico che scende dal plateau. Sullo sfondo dietro, invece, si vede l’imbuto del “David Cauldron”, un mostro che fa scendere il ghiacciaio David di 300 piedi verso il basso e lo raccoglie da 100 miglia di larghezza ad appena 40, spingendo il ghiaccio all’esterno in una lingua di ghiaccio (Drygalsky ice tongue) che si estende verso il mare aperto per altre 100 miglia..

E’ ferragosto, e in comune con allora c’è solo il colore del cielo e chi scrive..

reeves and nansen ice sheet

reeves by bruno
reeves a photo by bruno on Flickr.

Sempre più malato di nostalgia, mi trovo a riguardare foto di alcuni mesi fa. Ho trovato una immagine per il mio computer e come al solito l’ho ristretta per adattarla al mio desktop. La foto è scaricabile nella risoluzione originale 1920×1200 cliccando sulla lente d’ingrandimento in alto a destra e poi di seguito sulla scritta “tutte le dimensioni” sempre in alto a destra.
La foto è stata scattata dall’elicottero volando sul Nansen ice sheet (in basso nella foto) e ritrae a sinistra l’area di Turn Flat con il mante Larsen, in mezzo la colata di ghiaccio che viene dal ghiacciaio Reeves e a destra la catena dell’Eisenhower dominata dal monte Nansen e dallo Skinner ridge. In mezzo alla colata di ghiaccio si vede il Teall Nunatak.

ice wall

ice wall by bruno
ice wall a photo by bruno on Flickr.

Quando Patrizia e Riccardo mi portarono via dalla sala operativa, era una giornata magnifica. La temperatura era ancora una decina di gradi sotto zero ma il sole era alto e potente anche sotto il 70°sud. Ricordo era domenica e nonostante gli impegni Stefano, il mio “coppio” in sala mi disse che era necessario staccare un po’. MI cambiai in pochi minuti e approfittai di una ricognizione per saggiare la consistenza del pack marino. Andammo in macchina, una Ford dei vigili del fuoco. Arrivammo nella parte finale della Tethys Bay, l’ultima parte, quella sotto un costone di roccia antico con un piccolo ghiacciaio a strapiombo sul mare. Ciò che vedevo dai monitor, dalle vetrate della mia postazione abituale di lavoro, mi si presentò davanti e più mi avvicinavo e più era grande, nonostante fosse infinitamente piccolo di fronte a tanti altri posti di cui gli altri mi parlavano. La mia libertà durò poco più di 30 minuti, quanto bastò per farmi render conto di cosa era quel posto e di dove ero davvero.

la foto è scaricabile da flickr cliccando in alto a destra sul simbolo della lente d’ingrandimento e successivamente sul link “tutte le dimensioni” fino all’originale in risoluzione 1920×1200

antarctic crevasses

antarctic crevasses by bruno
antarctic crevasses a photo by bruno on Flickr.

Quando le persone mi chiedono cosa ho visto e cosa ho provato rimango sempre senza termini. non riesco a trovare facilmente delle parole per descrivere le stesse emozioni che questa immagine ha provocato in me dal vivo.
Quella frattura celeste nel bianco candido, è il simbolo di una forza immensa, di pressioni ciclopiche. E’ una frattura, un semplice crepaccio che rompe il manto eterno di gelo e di bianco inviolato.  Scattata sotto le pendici di un vulcano (mount Melbourne).

Solo per rendere partecipi della profondità, il crepaccio è profondo circa 30 metri..

La foto è anche un wallpapaer 1920×1200 (basta cliccare sulla lente di ingrandimento in alto a dx e poi su tutte le dimensioni)

meraviglie dal polo sud

Uno dei più grandi fotografi al mondo, Paul Nicklen parla, in questa presentazione, della sue esperienza in Antartide nell’effettuare un servizio fotografico sui pinguini imperatore. Il video, del National  Geographic, mostra le foto ed i video scattati durante la spedizione, con il suo commento e le sue emozioni. Come per me, nel ricordare l’esperienza, Nicklen si commuove pensando alle persone eccezionali che lo hanno accompagnato e lo hanno spinto a continuare, dopo l’incontro, anzi gli incontri, con la foca leopardo. Le immagini scattate gli hanno permesso di vincere quest’anno il premio della categoria Natura al World Press Photo. Semplicemente incredibili!

il Reeves e il David sul Nansen Ice Sheet

reeves-&-david by bruno
reeves-&-david a photo by bruno on Flickr.

Questa foto include più di 50 miglia di spazio in orizzontale e circa 200 in profondità. E’ stata composta da 11 foto scattate con la Canon EOS 5d MK2 ed un 24-70mm/F2.8L ed è stata presa a mani libere da bordo di un elicottero. La foto rappresenta quella che in gergo è denominata Nansen Ice Sheet (tutta la metà inferiore) e comprende alcuni punti di seguito descritti da sinistra a destra (guardando la metà superiore):

–  le montagne che si vedono all’orizzonte a sx sono un complesso chimato Morris Basin;

– la striscia bianca nella parte superiore sinistra è il David Cauldron, una vera fontana di 300 metri di altezza che chiude in un unico punto un ghiacciaio immenso, il David, che viene dalla parte posteriore e che, da un fornte di circa 80-100 miglia si restringe in un salto largo 20 miglia.

– al centro la zona montuosa  delle montagne Prince Albert con in basso la zona di Turn Flat con una depressione di 80 mt sotto il livello del mare.

– all’estrema destra il ghiacciaio del Reeves, con i due nunatak al centro del fiume gelato (la roccia più piccola è l’Hansen nunatak,966 mt s.l.m. e quella più grande il Teall nunatak, 490 mt s.l.m.)

La foto è stata fatta sorvolando Inexpressible island e Hell’s gate, punti noti, ed i nomi lo ricordano, per essere dei luoghi estremi per la velocità del vento.

questo è il link alla pagina di google maps che apre questa parte di mondo.

qui sotto una piccola legenda

i posti descritti e fotografati

i posti descritti e fotografati