E’ diventata…

40051781_1803997376385346_2831320725892104192_oL’Italia sembra diventata il posto dove s’invocano regole solo per gli altri, dove si dice “echeccazzo un ‘attimo!” mentre si parcheggia nel posto di un disabile, dove c’è uno che ha sempre più fretta o uno che ha più diritti e meno doveri degli altri.
E’ il posto dove se posso mi sottraggo, dove di norma ritratto o dileggio, dove se conosco ottengo e dove se avanza prendo. Continua a leggere

Quello che serve davvero…

Schermata 2017-06-18 alle 18.11.49L’avevo scritto tempo fa.
Mio padre, mi ha educato con la convinzione che, per questa Nazione, valesse la pena fare qualsiasi cosa, mi ha insegnato a credere all’onestà ed alla saggezza, al coraggio ed alla fedeltà. Mi ha assicurato che chi comandava non mentiva, non imbrogliava, non rubava e non abbandonava i propri concittadini.
Ho sempre creduto che i veri leader fossero così.

Continua a leggere

Democrazia e nuovi tool

13958134_1035503389901419_8916858376982881214_oLo so è lunghissimo. Ma ne vale la pena specie con questo titolo:
Democrazia e nuovi strumenti (tanto i vecchi non servono più).

Alò! si parte..Dunque, democrazia?
Allora, (si lo so, non si comincia mai con “allora” ma proprio perché siamo in democrazia, facciamo come ci pare) provo a fare un riassunto di come vanno le cose oggi.

Dicono che la democrazia sia un sistema basato sul governo del popolo.
Prima imprecisione: questo sistema, creato e modificato nel tempo, permette al popolo, o a parte di esso, di delegare ad altri. Questi altri devono decidere per il popolo, una sorta di delega.  Continua a leggere

perché non funzionerà

13906742_1030988203686271_5066535035902402943_n_SnapseedSul Messaggero di oggi, c’è la storia dei vari tentativi di chiusura del centro di Viterbo alle auto. Da Settembre ci sarà l’attuazione del nuovo piano.
Hanno fallito tutti.

E falliranno anche questi. Continua a leggere

la scala pè la dimograzzia

175_accettura_sud_italia-1-di-1

I soliti due vecchietti. E’ sempre più caldo e, al bar o alla panchina della piazzetta, si ritrovano per discutere di quello che vedono, di quello che vivono, di quello che sono.
Questa volta salgono, pian piano, sulle scale ripide di un concetto che definiamo assodato…

– Ma hà visto c’hanno fatto l’altro ggiorno mal consijio communale?

– Ahò e famm’arrivà, ‘orcanculata, manco so rrivato gà rompi li cujoni! Continua a leggere

vi prego…

13731968_1020473338071091_3345200943905817089_oMi inginocchio, di fronte a tutti voi e Vi prego.
Dal più piccolo dei bambini al più alto dei ragazzi.
Ho una cosa da chiedervi, dal profondo del cuore. 
Una preghiera.

Vi prego, accendete la curiosità, fatela ardere,
tenetela viva, alimentatela con le storie che raccoglierete
servirà per un viaggio, quello di ritorno.

E poi… Continua a leggere

i banchi della vergogna.

13680762_1018863484898743_1255915112122950163_nComune di Viterbo.

Questi sono i banchi della maggioranza, in consiglio comunale, al primo appello. Mi chiedevo: dove sono finiti i rappresentanti che il popolo, per il tramite delle ultime elezioni, ha delegato a governare questo luogo?

A premessa di ciò che segue, estraggo alcune parti dello Stauto del Comune di Viterbo. Al punto 1, dell’art. 1, del Titolo I, c’è scritto:
“il Comune di Viterbo RAPPRESENTA la comunità di cittadini che vivono nel territorio comunale, ne CURA gli interessi e ne promuove lo sviluppo civile, sociale, culturale ed economico, perseguendo le finalità stabilite dal presente Statuto…”

Ecco, basterebbe questo estratto. Almeno eticamente, basterebbero i due termini scritti in maiuscolo: “rappresenta” e “cura”.
Continua a leggere