io vi disprezzo.

Io vi disprezzo.
Pare brutto vè?
No no, non lo è.
E ve lo spiego perché.
Io vi disprezzo perché voi siete gli stessi che hanno condiviso il video di uno (che vendeva giocattoli) in rientro dal Giappone, siete gli stessi che lo hanno fatto diventare virale e in base a queste logiche, “virale” significa “vero”.
Io vi disprezzo perché poi quello che è virale sul serio invece lo confutate.
Vi disprezzo perché siete gli stessi che mettevano la cartina dei contagi con la Russia di Putin a zero, siete gli stessi che ancora parlano di migranti, di monte Bianco, siete gli stessi che poi corrono in ospedale al primo sintomo, perché vi cagate sotto e andate a impestare il lavoro quei poveracci che non sanno a chi dare il resto e che prima erano “eroi” e adesso sono “statali conil culo al caldo”.

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gli idioti

E’ caldo fuori. Come sempre.
Anche umido. Come sempre.
Ida è di là, che con una sciarpetta intorno al viso, a tener calda una pozione di guancia e l’orecchio, che possa lenire il dolore. Combatte da 5 giorni con la paresi di Bell, qualcosa che spaventa come un colpo apoplettico e che invece sembra piuttosto comune, che ti lascia lì come un ebete a guardarti allo specchio sperando che tutto torni come prima, che potrai tornare a parlare normale e che è solo stato un colpo di freddo che ha preso il nervo. Non posso fare nemmeno nulla. C’è d’aspettare che le medicine facciano il loro dovere. In compenso ho fatto la spesa da solo, la prima volta in tre anni qui.
Nel mentre il mondo impazzisce. Continua a leggere

la patria della bellezza

Venezia, San Marco

Vi rubo 5 minuti. Circa 5 anni fa in una ricerca fatto dal Reputation Institute venne fuori che l’Italia era gradita a solo il 50,6% degli italiani. In pratica alla metà dei suoi stessi cittadini la propria casa non piace. La cosa incredibile è che la nazione però piaceva al 65,8% degli stranieri, una differenza del 15% in più rispetto ai nativi. Sembra quindi che la nazione manchi di autostima e i motivi, ahimè, ci sono tutti. D’altronde la conosciamo da dentro e ne comprendiamo vizi e virtù, di sicuro meglio di uno straniero.

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la città ed il mondo degli imbecilli

Questa è una porzione di cielo che cade su Procida. La foto, magnifica è di Massimo Ruvidi e la condivido perché in questa violenza della Natura che si manifesta in tutta la sua bellezza, c’è tutto quello che non vediamo, che è, a mio parere, quello che ci riporterà in equilibrio. Le prossime righe non sono un’esagerazione, ma la convinzione che siamo completamente ciechi di fronte a qualcosa che non controlliamo più.

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parliamone

fiocco di neve (foto Olga Sytina & Alexey Kljatov)

Sembra ci siano dieci milioni di danni solo a Viterbo. Capannoni divelti, culture distrutte, famiglie senza. una casa. addirittura animali lanciati altrove, persi, uccisi. 

Prendo spunto da ciò che ho sentito da uno scienziato che studia il clima, Katharine Hayhoe.

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questo ho imparato.

Sono passati tre anni da quel giorno. 
Tre anni da quel volo, sopra l’oceano, con il passaporto aperto e una vita nuova da cominciare. Tre anni in cui ho vissuto, visto, esplorato, imparato, paragonato. Tre anni da una sera dove, come dei liceali, ci siamo detti “dai andiamo a bere l’acqua alla fontana” come se avessimo detto: “andiamo a cavalcare i draghi e le nutrie dell’Urcionio”. 

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quasi 1000

947 nuovi contagi e c’è gente che ancora chiacchiera!

Succede perché abbiamo scambiato partecipazione con protagonismo. Eh si! Internet poteva farci partecipare e invece ci ha trasformato tutti in protagonisti: vogliamo essere, non possiamo solo passare o partecipare.
E così abbiamo gente che di fronte ai numeri della pandemia continua imperterrita a negare, a raccontare bestialità, più di novecento contagi oggi e un trend che inizia a preoccupare ma se senti questi subumani, i morti non ci sono, quelli che sono morti prima sono morti per cause naturali, ci vogliono rinchiudere per non fare le elezioni e altre stronzate sulla libertà, sulla dittatura.

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cro-magnon

Usare l’aspetto emozionale molto più della riflessione è una delle tecniche che usano i “fenomeni” dei social media per iniettare odio. Ovunque nel mondo, dal grande al piccolo, lo fanno anche dei geni in città eh, anzi più è piccola la platea più è controllabile. Avviene senza nessun controllo, impuniti, senza contraddittorio, anzi caldeggiati da una politica bieca e senza idee che sfrutta il potenziale divulgativo e che scompare solo quando ci sono difficoltà evidenti nella compagine di governo. 
(Vedi adesso a Viterbo). 

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Idioti inconsapevoli.

Il servizio del Tg1 del 14 agosto 2020 sulla movida è stato sconvolgente.
Centinaia di ragazzi italiani, in Croazia, ubriachi, sballati, tutti senza mascherine.
Intervistata una ragazza ha detto: “non ce n’è coviddi, non ce n’è coviddi”. Nemmeno dopo una pandemia ha imparato come si chiama, figuratevi quanto cazzo gliene frega. Un altro, alla fine, arriva a dire: “dai mi faccio il tampone e se son positivo ..penso che a vent’anni non mi ammazza sto coronavirus…”. Continua a leggere

strage-book

Illustrazione di John Holcroft.

Facebook ha un grande “merito”: ha sdoganato l’odio, il bieco che c’è in ognuno di noi e ha globalizzato l’idiozia. Continua a leggere