il colibrì

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Mi ha fatto letteralmente impazzire, tipo gatto col topo, burocrazia contro onesti, Inter contro Propatria, sai quelle lotte impari dove praticamente tu alla fine fai il tifo per il più debole? tipo l’inter! Ecco, e il più debole ero io!!!
Ad un certo punto ho detto: “rinuncio!”
Non ne potevo più, sembrava mi sfottesse… 60 scatti, non ne è venuto uno! In tutti i modi, fuoco manuale, automatico, spot, rava e fava e con benedizione del tipo: “dai vieni bello!”. Niente!
Troppo veloce lui, troppo in ombra il mio distributore del nettare e sopratutto arrivavo troppo tardi io.
Di 60 scatti che pensavo di avere la metà erano vuoti (lui era già scappato), l’altra metà fuori fuoco (l’autofocus è lento come Higuain al ritorno dalle ferie!) e alla fine una, una sola è venuta:
L’unica di culo! In tutti i sensi.
Stò morammazzato. 🙂

E’ diventata…

40051781_1803997376385346_2831320725892104192_oL’Italia sembra diventata il posto dove s’invocano regole solo per gli altri, dove si dice “echeccazzo un ‘attimo!” mentre si parcheggia nel posto di un disabile, dove c’è uno che ha sempre più fretta o uno che ha più diritti e meno doveri degli altri.
E’ il posto dove se posso mi sottraggo, dove di norma ritratto o dileggio, dove se conosco ottengo e dove se avanza prendo. Continua a leggere

una boa nell’oceano

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Premetto, non sono nessuno, però sempre più spesso mi chiedono materiale, in particolare foto.
Eh si, le foto di più, forse perchè i testi che scrivo o fanno incazzare qualcuno o sono troppo personali.
Le foto invece, fanno sempre contenti tutti.

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e così sia..

20881930_1393594847425603_7232200292515009727_nE’ così.
Non so perchè ma è così
Corro sui ricordi.
O almeno mi sembra di farlo.
Non lo so.
Questo è quello che mi sento adesso addosso.
Ogni mattina mi sveglio, lavo i denti, metto scarpe e cuffie, prendo le chiavi e…via, fuori.
Nel fresco, a correre il giro della città.
A respirare la mia città.
A rincorrere ricordi nei posti che mi hanno fatto diventare grande.

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buon viaggio

20819657_1391247800993641_6027452746707311456_oLo scrivo qui, perchè non so dove scriverlo.
Oggi mi hai lasciato senza parole Massimilià, è già questo è tutto dire. Che poi, chiamarti Massimiliano neanche suona bene come dovrebbe.
Deddo, suona meglio. D’altronde, ti conosciamo tutti come Deddo.
Questo sei stato e questo sempre sarai.

Come quando ti chiamavamo dal muretto, a Piazza Vittorio Veneto, con quella “e” che doveva essere allungata come a dire: il nome è corto ma sottende qualcosa di più importante. E quel nome era sempre accompagnato da un sorriso. Il tuo. Continua a leggere

il disordine…

20745937_1389272647857823_8815452346328809193_oOggi c’è disordine nel cuore.
Non so perchè ma c’è un muro che costeggia la mia alba, abbracciato dalla brezza e dalle nuvole, ci sono vetri e fili, amore e odio.
I ricordi che mi seguono, salgono più veloci di quanto io possa correre.

C’è mio nonno che batte col martello, la falegnameria d’estate, la polvere del legno depositata su ogni cappio, capello, spigolo, piano, ricciolo, le scatole con le punte dei ceselli, le chiavi, i morsetti, l’odore del vinavil. Sembra ieri sera. Ed è già mattina. Un nuovo giorno che arriva e tutto porta via.
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l’anatema

Schermata 2017-08-06 alle 12.24.11Mi auguro, un giorno, che tutto quello che avete lasciato, tirato, abbandonato in mezzo alla strada, possa tornare di nuovo, TUTTO, sulla strada.
Si, me lo auguro.

Mi auguro che il riassunto delle vostre vite, fatto di bottiglie di birra, di ombrelli rotti e colorati, di sacchetti di mcdonald consumati in auto, di pannoloni pieni di liquami, di bicchieri di plastica delle vostre feste di compleanno, torni sul sedime stradale.
Delle vostre strade.
Di quelle che vi portano a casa.
La vostra casa.
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