perché non funzionerà

13906742_1030988203686271_5066535035902402943_n_SnapseedSul Messaggero di oggi, c’è la storia dei vari tentativi di chiusura del centro di Viterbo alle auto. Da Settembre ci sarà l’attuazione del nuovo piano.
Hanno fallito tutti.

E falliranno anche questi. Continua a leggere

vi prego…

13731968_1020473338071091_3345200943905817089_oMi inginocchio, di fronte a tutti voi e Vi prego.
Dal più piccolo dei bambini al più alto dei ragazzi.
Ho una cosa da chiedervi, dal profondo del cuore. 
Una preghiera.

Vi prego, accendete la curiosità, fatela ardere,
tenetela viva, alimentatela con le storie che raccoglierete
servirà per un viaggio, quello di ritorno.

E poi… Continua a leggere

i banchi della vergogna.

13680762_1018863484898743_1255915112122950163_nComune di Viterbo.

Questi sono i banchi della maggioranza, in consiglio comunale, al primo appello. Mi chiedevo: dove sono finiti i rappresentanti che il popolo, per il tramite delle ultime elezioni, ha delegato a governare questo luogo?

A premessa di ciò che segue, estraggo alcune parti dello Stauto del Comune di Viterbo. Al punto 1, dell’art. 1, del Titolo I, c’è scritto:
“il Comune di Viterbo RAPPRESENTA la comunità di cittadini che vivono nel territorio comunale, ne CURA gli interessi e ne promuove lo sviluppo civile, sociale, culturale ed economico, perseguendo le finalità stabilite dal presente Statuto…”

Ecco, basterebbe questo estratto. Almeno eticamente, basterebbero i due termini scritti in maiuscolo: “rappresenta” e “cura”.
Continua a leggere

émo da fa le murte noi..

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–       Ovè quell’ò, che dichi?

–       E cche ttò ddà dì? Le solite fregne, me fanno male l’ossa, la mi moje me rompe li cojoni e la notte ‘nse dorme più pè le sarapiche e pè stì mastietti che fanno macello.

–       Ossanamaazzà pè davero eh, ‘n c’è verzo. Io dico, pè carità, gajardo che c’è movimento, che se pozza girà senza maghine, che c’è vita mà le strade, solo che questòro so gnoranti a ddì de sì! Bevono come Quinto de Giuseppina, quello che morse pèl fegoto grosso come nà balla de fieno, e ppoe so zozzi come pòchi. Continua a leggere

lettera all’assessore

IMG_3944Leggo un articolo sulla locale edizione del Messaggero, relativo alla querelle del sito web del Comune. Ne leggo un altro , sempre sullo stesso tema, riassunto di una trasmissione radiofonica trasmessa da una rete locale. L’assessore, anche vicesindaco dice: “finalmente Viterbo ha un sito degno di questo nome”.
Segue una serie di dichiarazioni dove parla di complotti in atto, di persone che, senza pregiudizi, si accorgono che “loro” stanno cambiando la città e che tutti i detrattori improvvisati dovrebbero candidarsi prima di parlare.
Capito?
“Finalmente Viterbo ha un sito degno di questo nome”.  Continua a leggere

è difficile pure pagare…

13010787_952660761519016_3553953430569572018_nLa solita panchina, i soliti due.

– Oh bongiorno eh? A quest’ora arrivi?
– Lete và, c’ho avuto da fa, m’è toccato annà dal mi fijo che m’è arrivata na lettera de le tasse?
– Se oh, e che vònno da te?
– Tu lo sae? Io no. M’hanno scritto na lettera che ogni tre righi me toccavà riannà addietro. E tanto n’ho capito. Ho dovuto chiamà ‘l mi fijo. Pe ffortuna m’ha detto: “manna su che je guardamo!”
– E che era? Continua a leggere

Orpheus

ioIl cassiere è solo, dentro uno spazio fatto solo di neon e di scaffali vuoti. Si passa la mano sui capelli grigi e appoggia il palmo della mano sulla fronte. Passo da dietro, nell’uscita senza acquisti, perchè oggi ho commesso un errore, pensavo di trovare il solito e invece ho trovato il nulla.

Lo spazio, enorme, è un paio d’ettari di aria umida e di cartelli colorati che raccontano sconti disordinati. Un supermercato storico chiude, non solo qui, ma in tutto il paese. Specchio di un fallimento sia economico che di dignità. Uno specchio delle bugie, delle priorità sconvolte, della follia di un paese alla deriva.

Non voglio entrare nel merito, non me lo posso permettere, non voglio sindacare sulle cause perché non le conosco, voglio solo condividere il dolore di quella sottile disperazione, quello sguardo vuoto legato alle leggi del mercato, alla domanda e all’offerta, al principio edonistico.

Non so perché lo scrivo. So solo che ora, non faccio altro che collegare le mie emozioni ai fatti intorno, alle promesse di cui ci nutriamo, alle priorità che qualcuno ci ha distribuito e che, stranamente, non coincidono con quelle percepite.  Continua a leggere