la scala pè la dimograzzia

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I soliti due vecchietti. E’ sempre più caldo e, al bar o alla panchina della piazzetta, si ritrovano per discutere di quello che vedono, di quello che vivono, di quello che sono.
Questa volta salgono, pian piano, sulle scale ripide di un concetto che definiamo assodato…

– Ma hà visto c’hanno fatto l’altro ggiorno mal consijio communale?

– Ahò e famm’arrivà, ‘orcanculata, manco so rrivato gà rompi li cujoni! Continua a leggere

45 mila euro per?

10862578_695547750563653_3460108107486693478_oNatale a Viterbo.
La Pravda locale dice che sono stati spesi 45mila euro per una mostra intitolata “tra sacro e profano”.
Periodo Natalizio: dopo un albero vero “monco”, tagliato per risparmiare soldi, con transenne da giro d’italia sotto, diventate poi fioriere di legno, c’è anche la mostra.
Viterbo non si smentisce mai.
L’anno scorso 140 mila euro o giù di lì, presi dal fondo scorta, per due quadri e un po’ di lucine da discoteca che sono venuti da Canino a vedere. 
Quest’anno la mostra “fra sacro e profano”. E si perché fra tanti estimatori cittadini della cultura e dell’arte c’è da farci girare intorno un intero indotto.  Continua a leggere

differenziamoci.. dai civili!

E poi parlano di cultura.. le foto sono di stamani tra le 7,40 e le 11. Schermata 2014-08-10 alle 12.39.54

Le seguenti immagini ritraggono fedelmente l’isola ecologica che è stata creata nei pressi dell’Ospedale Belcolle di Viterbo e in strada Teverina al km 3,4 in una tranquilla domenica di agosto. Come si può notare, vi si possono trovare diversi metri cubi di materiale che stazionano, da diversi giorni, a temperature elevate e con gaudio della fauna viciniore.

teverina km 3,4

teverina km 3,4

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Differenze, anzi… differenze?

Tra Viterbo, città di provincia e di storia (passata) e Beirut (capitale mediorientale di uno stato definito la Svizzera dell’oriente) ormai non ci sono più differenze..

Ci sono quelli che fanno show-off con le auto da arabo nei vicoli o nelle piazze, quelli che parcheggiano sopra le fontane o i monumenti, quelli che si fermano sulla carreggiata noncuranti del traffico e dell’altrui tempo. Ci sono le mamme truccate e rifatte con le labbra come wurstel dell’oktoberfest, che, in funzione del loro ascendente e della loro beltade, si piazzano in mezzo la strada al telefono e inveiscono contro chi sembra disturbato dal fatto che loro disturbano. Ci sono bar che sono di moda solo per una stagione, con un trend a dimezzare il tempo della fama cittadina in modo logaritmico, tutto in funzione del PR di turno o del blasone di chi lo frequenta o delle auto parcheggiate di fronte. Ci sono persone di griffe vestite che in funzione dell’abbigliamento credono di essere più perspicaci, più performanti e più socialmente vantaggiosi di persone che magari studiano, lavorano, producono idee in silenzio e ad apparenza zero. Ci sono servizi che non funzionano più nonostante si paghino, ci sono strade rabberciate con manciate d’asfalto, come un arlecchino nero sempre più sofferente per il compito assegnato e non più sostenibile, rattoppate come dopo i lanci di granate esplosive. C’è la gente che fa come vuole, la polizia ed il controllo sono solo nei pressi delle ambasciate o dei palazzi pubblici, l’immondizia è ovunque e i mercati rionali li facciamo in funzione della pelle come quelli di sabra e shatila o di burjhammoud.

Dimenticavo.. a Beirut c’è stata la guerra

world press photo 2006 (beirut)

world press photo 2006 (beirut)

come vergognarsi della propria città!

strada capretta, uscendo da santa barbara. VIterbo

italiani, belli fuori, sporchi dentro!

paradossi di una civiltà decadente

ancora su Viterbo

Domenica 11 settembre. E’ stato un anniversario triste per una buona parte del mondo considerato civile. Eppure anche in una giornata come questa (vds. post precedente) sono riuscito a trovare qualcosa che mi ha regalato gioia. Ieri infatti, insieme ad un manipolo di persone comuni trovate su internet, ci siamo trovati in un punto specifico della nostra città ed abbiamo raccolto quei segni di “Civiltà” che, persone reputate “civili”, lasciano sul pubblico suolo. Insomma abbiamo raccolto  monnezza altrui, visto il degrado del posto in cui viviamo. Ripeto spesso che  lo scopo iniziale era quello di dare un esempio alle persone, ai giovani, ai politici, agli amministratori cittadini. Dire a chi osserva che, a questa città, noi ci teniamo.

Forse, in termini di comunicazione, gli orari e le modalità potrebbero essere sono sbagliati ma lo spirito e la voglia che caratterizza queste persone è quanto di più encomiabile io possa trovare. Tanto per iniziare alcune di queste persone non sono di Viterbo. Alcuni romani, alcuni napoletani, insomma persone che hanno scelto di vivere qui. Anche mia madre, 70 anni, forse più per convinzione che per dare suppporto ad un figlio un pò folle, e una vecchia amica di un altro quartiere. Mi ha fatto un enorme piacere. Come parlare con loro mentre si suda e si raccoglie il frutto di ignoranza e menefreghismo generalizzato. La gioia più grande è vedere il risultato e gli sguardi di persone comuni che passando ti chiedono informazioni sul motivo e sul perchè (anche se sul perchè c’è poco da dire).

Ancora più grande la gioia nel leggere stamattina, sul sito internet che ormai è lo specchio della nostra città e che raccoglie tutte le segnalazioni di cittadini infuriati, la lettera di un signore che ha notato ciò che facevamo.

Sono contento di aver avuto la possibilità di conoscere queste persone. Sono contento di vedere che di “anormali” ce ne sono ancora tanti (già perchè i “normali” oggi sono quelli che sporcano), sono contento di esser stato poi al sole e di fronte ad un caffè con persone mai viste prima e con il quale parlavo come se ci fossimo sempre conosciuti.

C’è tanto da fare. Almeno dal mio punto di vista. Basta leggere qui e qui per capire che esempi di scempio giornaliero sono praticamente invisibili a chi di dovere. Stamani parlavo con altre persone di quale sia la forma più corretta per risolvere questo problema.

Pulire o punire?

Ho replicato dicendo che potrebbero servire entrambe le forme qualora ci fosse un Servizio dedicato. Purtroppo l’evidenza denota che l’amministrazione Comunale è fallace in entrambi i casi.

Quindi, non rimane che pulire.