il colibrì

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Mi ha fatto letteralmente impazzire, tipo gatto col topo, burocrazia contro onesti, Inter contro Propatria, sai quelle lotte impari dove praticamente tu alla fine fai il tifo per il più debole? tipo l’inter! Ecco, e il più debole ero io!!!
Ad un certo punto ho detto: “rinuncio!”
Non ne potevo più, sembrava mi sfottesse… 60 scatti, non ne è venuto uno! In tutti i modi, fuoco manuale, automatico, spot, rava e fava e con benedizione del tipo: “dai vieni bello!”. Niente!
Troppo veloce lui, troppo in ombra il mio distributore del nettare e sopratutto arrivavo troppo tardi io.
Di 60 scatti che pensavo di avere la metà erano vuoti (lui era già scappato), l’altra metà fuori fuoco (l’autofocus è lento come Higuain al ritorno dalle ferie!) e alla fine una, una sola è venuta:
L’unica di culo! In tutti i sensi.
Stò morammazzato. 🙂

peek a boo!

peek a boo! by bruno
peek a boo! a photo by bruno on Flickr.

Alla ricerca del micromondo.. Un insetto dalla corazzatura verde esce dal cuore di una rosa gialla.
Con la camera al seguito, ci sono sempre delle sorprese nell’osservare il piccolo intorno a noi. La macrofotografia, cosa difficilissima e per dei sofisti della tecnica, ti avvicina all’infinitamente piccolo con dei particolari che ad occhio nudo non percepisci. Sono molto attratto da questa esplorazione nel piccolo, fatta di luce e colori, di mostri dalle forme aliene, di fiori e di insetti comuni che rappresentano la quotidianità che non notiamo ma che, se osservati a dovere, aprono la visione su un mondo parallelo fatto di dettagli straordinari.
La limitazione tecnica è evidente e non può chiaramente competere con gli specialisti del settore ma a me piace ugualmente, solo per la possibilità che possiedo di commutare, randomicamente, lo sfondo del mio computer con le immagini che vede il mio fedelissimo 100 mm. Chi desidera può chiaramente scaricare la fotografia in risoluzione originale 1920×1200 (su flikr, basta cliccare con il tasto destro).

civiltà

caduta sotto il peso degli anni e del vento
una grossa quercia mi ha ricordato un termine.
vedendola scomparire sotto il rumore delle motoseghe
ho pensato alle volte che ha ascoltato e osservato bambini che giocavano sotto i suoi rami
al vento e agli odori che l’hanno attraversata
all’ombra ed ai nidi offerti.
sotto il suo peso c’era un giardino
uno di quelli che nascono giardini ma poi non ci diventano.
per colpa di un termine..
civiltà.
ho pensato al significato di questo lemma antico
nella mia auto che consuma combustibile fossile
sotto il cielo plumbeo di un giorno di pioggia fina
mi viene in mente che civiltà…
forse significa aver cura del proprio mondo
significa conoscere il significato di rispetto
o quello del termine onestà,
vuol dire proteggere  deboli e bambini
significa prender tempo per se stessi per evitare di rubarne agli altri
forse significa amare per ciò che si è e non per come si appare
significa essere felici per un alba e un tramonto
per il sole che splende e per il verde dei boschi
civiltà significa esser capaci di respirare aria fresca senza fretta
o essere capaci di tollerare altri che cercano di imparare il termine.
civiltà oggi è contornarsi di tecnologia
incapaci di poterla sfruttare
civiltà oggi è esagerare, abusare
vuol dire saper far valere il proprio potere e non i propri diritti
significa ostentare forza e boria
passioni violente fatte di tempo ridotto
significa correre e apparire
significa indifferenza al degrado
pari a dire che il mio mondo è quello di tutti
e quello degli altri non è un problema mio
un termine.. solo un termine.
forse sto solo invecchiando, incapace di sopportare ancora il vento.
buon riposo grande quercia. sperando di poter tornare a vivere sotto le tue foglie.