e così sia..

20881930_1393594847425603_7232200292515009727_nE’ così.
Non so perchè ma è così
Corro sui ricordi.
O almeno mi sembra di farlo.
Non lo so.
Questo è quello che mi sento adesso addosso.
Ogni mattina mi sveglio, lavo i denti, metto scarpe e cuffie, prendo le chiavi e…via, fuori.
Nel fresco, a correre il giro della città.
A respirare la mia città.
A rincorrere ricordi nei posti che mi hanno fatto diventare grande.

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i tetti

13522053_997007280417697_3581910383750084651_nOgni volta che vedo questi tetti, specie la domenica mattina nel silenzio, mi torna in mente quando, da piccolo, cercavo di vedere le branchie dei pesci da vicino. Osservavo ogni piccola piega, ogni spazio, ogni spessore, le variazioni di colore.

Qui mi capita lo stesso, mi fisso a cercare segmenti che si incrociano in proiezioni immaginarie, gli angoli che si creano con la prospettiva, cerco di contare le falde, immagino gli anni delle tegole, cerco le grondaie.  Continua a leggere

metafore..

Schermata 2014-03-02 alle 09.38.55Questa foto, che premetto è solo un simbolo trovato alle 8 di mattina di una domenica qualsiasi, a mio personale avviso, racchiude in se tutte le parole, i documenti, le chiacchiere, i pensieri dei dibattiti comunali, delle interrogazioni, dei consigli straordinari, di questo e di quello che fanno questo e quello.
questa foto racconta di un posto che non appartiene più a nessuno.
Racconta del culto del proprio, del mio, racconta che ormai il senso comune, le cose di tutti, la comunità, la città, il buongoverno sono cose che non si possono più ottenere se non si combatte prima contro l’ego di ognuno.
questa foto racconta che è normale che la gente si disinteressi del centro chiuso, della differenziata, del costo dei parcheggi, del lavoro che manca, perchè dice che la priorità della persona comune è il proprio divertimento, la propria libertà di fare quello che cazzo gli pare, senza considerare lo spazio di tutti, la libertà di tutti.  Continua a leggere

la distorsione della lente sul legno antico

wood distorsion by bruno
wood distorsion a photo by bruno on Flickr.

Ieri pensavo alla mia città. Era straordinariamente bella, senza nessuno, ma permeata di una tristezza e di una malinconia infinita. Hanno chiuso il centro è vero, l’aspettavamo tutti. Il centro vuoto è solo un centro morto. Stanotte ci pensavo e mi immaginavo le strade piene di gente, di bambini che giocano, di padri e madri a braccetto, di signori anziani che discutono di figli e di politica. Pensavo, che bello se il suolo pubblico fosse gratuito: magari per presentare conferenze di arte, musica, teatro, scienza, cultura con proiettori e sedie, oppure a utilizzare saltinbanchi, giocolieri, musicisti di strada, attori, tutto coordinato e tutto gratuito. Magari utilizzare un pulpito a similitudine di quello di Hyde park, dove ognuno può dire la sua di fronte ai passanti, oppure tavoli e ombrelloni di bar che possono liberamente occupare le piazze, pensavo ad un thè nel giardino dei priori, a musica dal vivo a piazza san carluccio, ad una conferenza di fisica a piazza fontana grande. Ieri l’unica cosa bella erano i bambini che giocavano a calcio a piazza del gesù senza uno smartphone. Giocavano davvero e avrei voluto fare un cross per un magnifico colpo di testa che sarebbe finito poi in una porta immaginaria fatta da due giacche. Non saprei. Forse ho visto tanto del mondo e forse mi sono illuso che si potrebbe fare..