E c’era bisogno della statistica?

Schermata 2015-12-29 alle 12.07.54E c’era bisogno della statistica? 80^ posizione nella classifica. Viterbo è in caduta libera.

Ignavi, inermi, totalmente dissociati dalla realtà, solo i nostri amministratori, solo questi fenomeni non se ne rendono conto. Insieme a tantissimi altri decorticati, lobotomizzati, amici degli amici, parentame annesso, quella pletora di “amigomio che ce po’ servì”… Perché basta camminare per le strade, basta usufruire dei servizi, inesistenti, basta pagare le tasse e chiedersi a cosa servano, basta ascoltare i loro proclami, basta dire che è colpa di altri.

In due anni non si è visto un cambiamento, una variante, una modifica. Ma non basta. Non è rimasto come prima, è completamente peggiorato, una soluzione non si è vista, una presa di posizione nemmeno. Il vecchio sindaco in confronto, bistrattato come la fosse la peste del millennio, in confronto è stato rimpianto come fosse Martin Luther King!

Parlano di cultura, di progetti, di lavoro, di indotto e turismo. Tutte cazzate. Mai vista una città più abbandonata a se stessa della città in cui vivo. Percezione del danno fatto: assente. Percezione dell’inutilità delle scelte: assente, percezione del cambiamento: assente.

Ma dobbiamo far presto, perché siccome siamo tutti di memoria corta, non sia mai qualcuno arriverà a breve a raccontarci del raddoppio della Cassia, dell’arsenico nell’acqua, della gestione rifiuti oculata, della sicurezza dei cittadini, dell’impossibilità dello sviluppo dovuta alla mancanza di fondi e quindi di colpe non proprie.

Fallita, appassita, abbandonata. Una città devastata da scelte imbarazzanti, da una giunta imbarazzante, da amici di amici, da burattinai nell’oscurità, da legami palesi e coperti da cartelli di associazioni. Mentre la gente si sente ospite a casa propria, dove l’acqua la prendi in fila come dopo la guerra, dove i turisti dovrebbero esser pagati invece che pagare, dove l’indifferenza della gente è retaggio di un sistema viscerale, fatto di favori e voti di scambio.
Dobbiamo far presto, prima che il punto di non ritorno venga superato. Non sia mai ci propinino le suppostine di speranza elettorale, quella specie di EvaQu che ci fa rigettare la frustrazione e le vessazioni con servizi da africa e tasse da norvegia…
Questo è un posto di fenomeni, dove governano persone sbagliate, nel posto sbagliato, al momento sbagliato.

Spero solo che l’immondizia possa fermare tutto, anche la passeggiata per l’apericena, così anche quelli che si considerano come “l’intellighenzia” cittadina possano provare lo stesso sdegno che provo io, ogni volta che faccio un paragone col mondo degli altri.

la settimana dal terzo piano..

google earth ha aggiornato la situazione al giglio

google earth ha aggiornato la situazione al giglio

Un’ altra settimana è passata e quella scorsa è stata ricca di avvenimenti soprattutto se vista dal terzo piano, da quel rifugio protetto dall’altezza e non troppo alto per non vedere i dettagli.  Dal grande al piccolo: in Siria si continua a morire, gli ispettori dicono che le armi chimiche sono state usate ma un esercito di bimbiminkia ha surclassato tutto bloccando i server di apple un nanosecondo dopo la release ufficiale di iOS7.  Nel frattempo hanno ruotato la Concordia (qui potete vedere un timelapse che documenta l’operazione) hanno usato 500 persone per risollevarla quando ne bastò solo una per affondarla.

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ancora pensieri del terzo piano..

Stamani alle 6 leggevo la internet nei miei siti di informazione. tutti diversi, alcuni stranieri, altri italiani, alcuni al soldo di padroni altri no.
Facevo delle riflessioni, considerando che le priorità del paese sono cambiate, prese in ostaggio da una persona sola, un pensionato, quando il problema principale da risolvere è il lavoro per i nostri figli.
La prima considerazione riguardava Antonio Albanese. Cettola Qualunque.
e pensavo…
Mi chiedevo se la manifestazione di Berlusconi fosse autorizzata dal Comune di Roma.
Mi chiedevo come è possibile che un pregiudicato posa parlare a reti unificate e mi chiedevo come mai se prendo due anni di condanna per un motivo x non posso fare nemmeno l’amministratore di condominio.
L’arroganza con il quale poi, un uomo di Stato (almeno lo era fino a poco fa) critica una parte dello Stato, è di per se esplicativa del come in Italia ora sia tutto possibile. E’ come un ministro degli interni che canta sotto il tribunale di Milano sempre contro la magistratura.
Ma un cittadino non annebbiato da 20 anni di proclami tv, uno che cerca di veder le cose secondo la sua logica e non quella della tv o dei giornali compiacenti, come può vivere in un paese come questo? Continua a leggere

condannato…

dal sito del milan

dal sito del milan

Che paese è questo? politica in fila a seguire le vicende di un imputato di frode fiscale, e che frode.

Ma chi si preoccupa nel frattempo dell’ITALIA? e chi degli italiani con figli, madri, mogli? e chi di quelli che non riescono più a sopravvivere? e chi di tutti quelli che non sanno come uscire dalla crisi, una cosa che non hanno creato loro?
Beh… nel frattempo abbiamo creato un altro evento.
In italia è la prima volta che un imputato, contemporaneamente uomo di Stato, poi condannato in via definitiva ha la possibilità di fare un comizio in contemporanea su Rai Uno (per cui pago il canone) e rete quattro e LA 7 e di attaccare la Magistratura, organo dello Stato.

Io non vi trovo logica a prescindere.

E’ come se il signor Mario Rossi, accusato di furto, di frode, di un qualsiasi altro reato che preveda 4 anni di carcere abbia la possibilità di dire ciò che voglia alla tv, dicendo che chi lo ha giudicato è un irresponsabile,  senza contraddittorio, anzi, quando il contraddittorio è già avvenuto in tutte le sedi di giudizio previste,

Ah dimenticavo.. la crisi adesso è in secondo piano, anche re Giorgio, esempio dell’incapacità della politica italica di fare qualcosa, iniseme ai compagni di merende del pdl annunciano che la priorità è la riforma della giustizia.. (erano gli stessi che prima volevano fare il processo breve e poi, sempre a causa del loro mario rossi indagato il 4° grado di giudizio..).

Legge elettorale, riforme, evasione fiscale e tutte quelle cose che servirebbero per il NOSTRO futuro adesso sono dipendenti dal RICATTO di un miliardario pregiudicato, in una organizzazione che lo stesso signore (ma poi questa carica gli si addice?) ha giurato solennemente di proteggere e rispettare…

ed ero di destra..

annebbiati..

penisola-mafiosa-150x150Adesso troviamocelo un’altro scandaluccio, magari fatto di microspie e alleanze con gli “hamburger” tradite, troviamo un’altra partitella della minkia, un’altro paio di efferati delitti, una Arcuri che fa proclami contro l’abbandono dei cani e dice che non ha parole (e vorrei vedere.. quando le ha mai avute?).

Troviamoci un altro terremoto da tsunami in Garfagnana (TG5 dice: panico in spiaggia in versilia:  e che ti può succedere sulla spiaggia?), troviamoci una Jolie senza “sise”, una nuova ondata di caldo e consigli a frutta e verdura,  troviamo qualcosa per annebbiarci la mente sotto il sole d’estate.

Ma quando ci dite, invece, come usciamo dal tunnel nel quale ci avete infilato? Quando ci dite perchè cazzo non funziona più nulla nonostante ci sia lo Stato in ogni pezzo di vita, in ogni oggetto che utilizziamo, in ogni secondo di tempo?

Diteci,o  manager (s) e unti dal Signore, professionisti della parola e della dialettica del nulla, come ne usciamo. Visto che avete vissuto di proclami, ditecelo, visto che i nostri figli studiano per uscire da questi confini, ditecelo perchè continuiamo a sentire cose su 3-4 persone che capitalizzano i nostri cervelli da subumani, quando invece vorremmo sapere le cose che riguardano 50 milioni di persone..

 

Per la serie: i dubbi dell’uomo del terzo piano..

Riflessione del pomeriggio inoltrato di un giorno qualunque, pensando alla politica degli urlatori, dei ruffiani e delle ballerine, volgendo il pensiero a chi perde il lavoro, a quelli che si suicidano, a quelli che rubano una scatola di fagioli al supermercato. Leggevo giornali stamani, in un giorno libero, da persona libera, in un bar di provincia.

Unknown

Dopo aver letto titoli, aver visto diverse pagine piene di formiche tipografiche, dopo aver ascoltato il rumore della macchina del caffè mentre giravo le grandi pagine del quotidiano, saggiandone la sottile consistenza e l’odore di carta e inchiostro, mi sono chiesto:
– ma con un paese che fa pagare debiti a cittadini che non li hanno contratti, che non è in grado di gestire la sua stessa funzione, che non dimostra con l’esempio il sacrificio, che non conosce più il termine legalità ma che la chiede ai propri sudditi, in questo paese, il presidenzialismo può essere una priorità? Può interessarci, ora, un problema simile? Sinceramente, senza raccontare storie basate su equilibrismi verbali e balzelli pro o contro qualcuno,  ci interessa il presidenzialismo? Alla  massaia, allo studente, all’insegnante, al commerciante, al dottore, al militare, al vigile urbano, al bancario, al muratore cosa cazzo gli frega del presidenzialismo? Continua a leggere

il Signor Mario Rossi…

Più lettere formano una parola e più parole formano una frase che, a sua volta, può essere di senso compiuto o meno. Il senso poi rimane comunque legato all’uso ed alla miscelazione di quelle lettere. In sostanza, agli occhi dei bambini, delle formichine nere su sfondi bianchi o di adeguato contrasto. Formiche che seguono un percorso e poi vanno a capo. Si fermano e ricominciano a camminare lungo pagine bianche o sfondi di pagine di siti, cercando di aggregarsi, sotto la mano “sapiente” di chi le compone, in maniera tale da formare idee, concetti, soluzioni, punti di vista o, analogamente, castronerie, baggianate, proclami, idiozie. Lettere quindi, che compongono parole e frasi. Tante parole e tante frasi.Alcune piuttosto popolari, altre, invece, inusuali, forbite, complicate. Ma sempre parole e frasi sono. Tante, anzi troppe.

 Già perché leggendo i giornali o i siti di informazione cittadina, agli occhi di un qualsiasi Signor Mario Rossi, appare evidente che qualcuno, in ambito cittadino, a dispetto del momento di crisi globale, faccia il birichino.Già, il birichino!

Leggendo recenti articoli di alcune di queste testate, ci sono politici che fanno vacanze pagate dal contribuente così come maestri d’orchestra senza diplomi, giornalisti a zonzo con pancetta annessa ecc., insomma una gran quantità e varietà di personaggi che si susseguono in attività più o meno autorizzate o più o meno pagate da loro o da noi. In tutto questo bailamme volano parole grosse, offese, insulti, conditi da goliardia e sarcasmo, tutte cose che nello stato in cui versa il nostro paese e, nel piccolo, la nostra cittadina, sono di una inutilità assoluta. Già perché con questo modo di operare, fatto di illazioni e di prove ostentate ai quattro venti, di rettifiche e di correzioni, di articoli di denuncia e di interrogazioni, di delibere e di foglietti, di conferenze stampa per garantire etica ed integrità, condito tutto da molteplici “misonospiegatomaleioprima”, “per carità” e “pagheranno”, chi alla fine non capisce più nulla è il signor Mario Rossi e io oggi, sono il signor Mario Rossi.

Mario Rossi può essere incarnato giornalmente dal pensionato che con un pezzetto di cartone si siede su un muretto a guardare le auto che passano, può essere il ragazzo che diligente va a scuola o la massaia che prepara il ragù di carne con estenuanti sedute di ebollizione. Può essere la mamma o il papà che lavorano e che si confrontano col traffico giornaliero, che vanno e vengono da uffici, negozi, ospedali. Mario Rossi può essere il classico uomo che durante una giornata di lavoro si ferma per un caffè in un bar. E’ quello che nel bar apre il giornale. Quello che legge che i nostri politici si fanno le vacanze con i soldi nostri.

O no?

È lo stesso Signor Rossi che, dopo aver pagato il bollettino dell’immondizia, trova ogni sorta di rifiuto in ogni sorta di posto, lo stesso  che dopo aver pagato la Talete non può usare l’acqua perché c’è l’arsenico all’interno, lo stesso che ha cambiato due cerchi della sua auto a sue spese perché tornando dal Poggino è entrato in un cratere sulla strada, degno di una bomba a frammentazione. Che la notizia della gita americana sia vera o no, il signor Mario Rossi non lo sa, ma può iniziare a farsi un’ idea che sarà avvalorata da notizie vere o presunte di altri amici che hanno preso altri caffè in altri bar. Avrà dei dubbi che magari verranno sopiti da una successivo confronto con altri amici più informati del bar di fronte. Un solo pensiero però sarà limpido e fermo nella sua testa di “homo etruscus”: “mapenzanpò.. so’tutti uguali! Chiacchierano chiacchierano e nun se fà mai gnente”.

Il signor Mario Rossi, questo pensa. Che tutto quel fiume di parole serve solo a non far vedere alla gente quello che più gli interessa.

Il signor Mario Rossi non possiede la necessaria abilità tecnica  per confrontare articoli, notizie e soffiate in un contraddittorio dell’informazione costruito da diverse fonti, non ha uno smartphone, la connessione a internet o l’abbonamento a Sky o a Premium. Mario Rossi, cittadino medio di Viterbo, legge il giornale al bar. Se su questo giornale, una mattina si scrive che il sindaco della sua città va in America a spese sue, questo omino comune si incazza perché la sua logica elementare gli impone di incazzarsi, visto lo stato in cui versa la sua città.

E se il giorno successivo, il Sindaco ribatte e dice che in America ci è andato con i soldi suoi il signor Rossi si chiede: “ma chi ha ragione? Dove le ha prese le notizie il giornalista? Come è possibile che ci sono state interrogazioni, domande, articoli e poi tutto è falso? Ma chi tutela il sindaco? E il giornalista dalla querela? E a noi chi ci tutela? E in tutto questo, come mai qui non c’è un cinema e andiamo in America ad esportare i nostri prodotti culturali? Con 16 mila euro non ci si poteva fare altro? Che cosa gli diciamo agli americani? Gli diciamo di venire da noi a togliere le erbacce dai lati delle strade o a raccogliere le bottiglie di birra dai vicoli del quartiere medioevale? E dove li facciamo camminare gli americani? Sulle merde dei cani o in mezzo alle auto che sfrecciano nel centro? E dove li portiamo gli americani? A vedere come si fa l’olio e la bruschetta o a veder suonare il maestro di musica senza diploma che però non ne ha bisogno? Li facciamo venire tutti a santa Rosa che è l’unico giorno dove si vedono i vigili urbani? Ma fra tutte le cose che ci sono da fare, proprio dall’americani dovevamo annà?

Insomma, una serie di domande che si basano su fondamenti visivi e reali, sulla vita vissuta, sul quotidiano e sui paragoni che poi identificano uno stato di cose e, di conseguenza, decodificano le successive priorità per la città. Sono queste le priorità della città?

Io sono il signor Rossi.

Ho letto il giornale e ora vado a casa mangiare il ragù che mi a moglie mi ha preparato dopo ore e ore di bollitura. Mentre cammino mi dico che non sono queste le priorità della mia città, mi dico che la campagna elettorale è già iniziata e che tutti sono contro tutti. Mi dico, alla fine, che a questi signori di questa città e della gente, della giustizia e del decoro, del buongoverno e della salute non frega nulla, altrimenti Viterbo sarebbe già diversa. Che si paghino o meno il viaggio in America.

Mi dico che forse, dopo il ragù,  è meglio prendere un pezzettino di cartone, appoggiarmi sul muretto e vedere le auto passare, finché le rughe non diventeranno fonde come fiordi…