cos’è la mafia

81147727_2633469603438115_9163596580404592640_o.jpgLo ripeto, senza tanti giri di parole.

Manipolare l’informazione, il pensiero, osteggiare chi non fa parte dell’establishment o chi è un ostacolo al mantenimento o al consolidamento di un interesse e caldeggiare, di contro, l’incompetenza, gli amici, i padroni, quelli che ti fanno sopravvivere o che ti danno da campare,  contestualmente rinnegare malaffare, mancanza di idee, immobilità, clientelismo e voto di scambio a casa mia si chiama in un modo solo: Mafia!
E quando questo sistema ti entra dentro e lo esalti o lo reputi “buono” significa solo che ne fai parte. Punto.

passione e ignoranza

81636347_2648717331913342_6072153677081083904_o.jpgNon credo più alle persone e quelle poche in cui credo sono dei veri privilegi.
Credo nei progetti, magari supportati dalle persone.
Credo fortemente che un progetto sia indipendente da chi ci sia dentro come una organizzazione, un sistema. Se è buono funziona a prescindere, non dovrebbe basarsi sulla qualità o sulla performance di un operatore o di un funzionario.
Invece no. Da noi non funziona più nulla perché il sistema è collassato e sopravvive per volontà di quei pochi che lo fanno funzionare.
Noi nel mentre facciamo il tifo. Continua a leggere

si chiama solo in un modo

Ho fatto un post su Facebook ieri, sul palazzo papale e sui miserabili a cui abbiamo delegato il potere. Premetto: dei numeri non me ne frega nulla ma per capire come funziona a viterbo basterebbero i numeri di quel post. Io scrivo per me e di solito, se non per casi specifici, non taggo mai nessuno anzi disprezzo fortemente quelli che per avere visibilità taggano 70-80 persone nei loro post. Continua a leggere

è stato facile.

UnknownSdoganare il razzismo è stato facile. Sono bastati anni di minchiate, bevute e digerite da quelli che volevano sentirsele dire, anni di slogan reiterati senza nessuna soluzione di fondo e una serie di fenomeni che ce le hanno raccontate, queste menzogne senza vergogna.
Bipartisan, solo per avere consenso in un sondaggio. Continua a leggere

il turismo del futuro..

imagesOggi, nell’ambito del Festival MEDIOERA, ho partecipato per puro caso ad una conferenza tenuta da Maurizio Goetz (consulente di Marketing e turismo) sulle modalità odierne per attirare turisti nelle nostre località. Si spiegava come ormai, vista l’offerta, non è più così importante il luogo ma è fondamentale suscitare attenzione circa storie ed eventi passati per creare un substrato di curiosità che possa spingere il viaggiatore alla sosta e non solo al passaggio. Chiaramente non era presente nessuno tra le “massime” autorità cittadine. 

All’uscita, da uomo del terzo piano, da signor Bigaroni del terzo millennio, ci ho pensato su. Mi sono ricordato di aver pagato, tempo fa, un sovrapprezzo di 50 cent perchè il cable car di S. Francisco su cui ero salito, era stato guidato “nientepopodimenochè” da Humphrey Bogart, così come, in un bar lungo la strada per Yosemite, c’era sempre gente a sostare perchè vi era passato un famoso personaggio del mondo a stelle e strisce.

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Una piccola soluzione..

penisola-mafiosa-150x150In questo paese non cambierà mai nulla se non cambieremo prima NOI.
Ci pensavo oggi dopo una sere di considerazioni e una piccola esperienza avuta in mattinata.

Faccio un esempio: stamani sono stato superato da una “divaginamunita” che ha pensato bene, visto che ero nella corsia per andare diritto, di superarmi dalla corsia di sinistra e immediatamente di stringermi a destra perchè lei doveva necessariamente svoltare a destra, quando non poteva farlo per nessuna ragione al mondo.
Non contenta ha quasi investito un pedone. Allora l’ho inseguita e bloccata, sono sceso dalla mia auto e mi sono avvicinato al suo finestrino, chiedendogli se aveva percepito ciò che aveva appena fatto. Mi ha detto di stare calmo. Gli ho chiesto 3 volte la stessa cosa. Non ha saputo rispondere. Sono risalito sull’auto convinto che il suo azzardo, le regole violate e la percezione mancata fossero tutte frutto di una prassi quotidiana.

E’ così, si fa così, ogni giorno, tutti i gironi, sempre. Punto.

Ora mi chiedo, tutti vediamo giornalmente storture, piccole infrazioni, comportamenti discutibili. Siamo testimoni quotidianamente di esempi di inciviltà, di atti discutibili, a volte di pura barbarie, specie se perpetrate nei confronti dell’ambiente o delle persone. Tutti lasciamo correre. Tutti siamo assuefatti, tutti non ci impicciamo e iniziamo a non scandalizzarci più.
Eppure basterebbe farlo notare, senza essere irosi, scortesi, violenti.

Perché oggi, se su 100 comportamenti rilevati, tutti passano osservati e non redarguiti, per cambiare qualcosa basterebbe semplicemente farli notare.
Su 100, basterebbe farne notare almeno la metà, una cinquantina. Magari alle persone comuni, non ai violenti o agli scalmanati. Ai signori Bigaroni, alla signora Rossi..
E di questa metà, magari, un’altra metà potrebbe recepire il bonario cazziatone. Siamo a 25.
25 persone che, colte sul fatto, potrebbero percepire che c’è ancora un barlume di civiltà che si offende, che controlla, che redarguisce, che ci tiene a vivere in un posto decoroso, in cui le regole valgono ancora.
E fra questi 25 ce ne potrebbero essere due o tre che la prossima volta saranno i primi a notare e a redarguire.
Vale per tutto: per il signore che svuota la carta e la plastica rimasta nel carrello della spesa sulle scale mobili dell’ipercoop, per il “truzzo” con la mini che supera dove non deve, per la signora che getta i fazzoletti dall’auto, per i lanciatori di buste dell’immondizia dal finestrino..
E’ solo una mera statistica.

Altrimenti saremo sempre pronti a scandalizzarci solo di fronte al gossip o alla mancata possibilità di farci i cazzi nostri.
Il mondo è un posto meraviglioso senza la presunzione, la maleducazione e l’ostentazione del proprio interesse.

Forse la regola è semplice, troppo semplice. E se non dovesse funzionare, continueremo a sentire notizie di un negoziante che offre un panino ad un disoccupato e che viene multato di 500 euro e una signora che ha 130 appartamenti, sconosciuta la fisco, a cui nessuno potrà imputare nulla.

Viva l’itaglia.

una foto di cui andare fiero!

con Maria Falcone.. grazie a lei e a Caffeina per aver avuto l’opportunità di ascoltare le sue parole..queste sono soddisfazioni.

buon viaggio melissa

ho visto da poco la tua foto. sorridi e il tuo sorriso riempie la foto come il sole riempie una giornata d’estate.

ho chiuso la pagina perchè non riuscivo a guardare ma subito mi è venuto in mente un pensiero, una domanda stupida, banale, retorica.mi sono chiesto se i tuoi genitori ti avevano salutato stamani. mi sono chiesto se ti avevano abbracciato per l’ultima volta, se avevano sfiorato i tuoi capelli, se avevano toccato le tue mani, la tua pelle, se avevano sentito il tuo profumo di sapone e di pulito. mi chiedo come si possa sopravvivere ad una notizia simile. non riesco nemmeno lontanamente ad avvicinarmi al dolore e, appena provo a pensarlo, sento la gola che si chiude, gli occhi che scivolano e il naso che prude. io non ti conosco. io non ho mai avuto la fortuna di incontrare il tuo sorriso.ma conosco il tuo nome Melissa.

ti volevo dedicare una canzone.

una canzone che mi ha accompagnato per tanto tempo, che ascoltavo quando vedevo le stelle nel nero buio di un cielo lontano pensando che erano le stesse che potevano vedere da casa mia. il cielo diventava come una stanza unica.ti volevo dedicare una canzone,quella che inesorabilmente mi faceva sognare di riabbracciare le spalle di mio figlio in un abbraccio fortissimo. in questi pochi minuti di musica c’è tutto il desiderio di esserti vicino adesso. dice: dormi stanotte.. e che i tuoi desideri si possano realizzare..

desideri. come quel desiderio che io provavo ogni santissima notte, in compagnia della ghiaia, di una panchina improvvisata e dell’ennesima sigaretta che si spegneva da sola nel buio prima di andare a dormire in un letto non mio.il desiderio viscerale che ti porta a piangere in silenzio, quando hai paura di non tornare l’indomani, in un giorno qualsiasi di una guerra lontana. lacrime di nostalgia, versate nel desiderio della vicinanza, del contatto percepito come l’aiuto ad affrontare avversità che reputi più grandi di te. come la foto di mio figlio che portavo con me, quella che guardavo prima di partire per fare cose che temevo mi privassero della gioia del rientro. non ho mai avuto paura del destino ma ho sempre avuto paura di un abbraccio mancato.

la mia la chiamano missione di pace ma è guerra sotto mentite spoglie.. qui invece non c’è nessuna guerra o almeno sembrava fino a stamani, quando la mano di un verme, di una bestia, di qualcuno che non conosce il significato del termine umanità ti ha tolto il futuro, spegnendoti il sorriso e la luce dai tuoi occhi.

io non ti conosco ma posso solo augurarti buon viaggio. buon viaggio piccola Melissa.

di sicuro verso un mondo migliore di questo.

“Sleep..Sleep tonight And may your dreams Be realized If the thundercloud Passes rain So let it rain Rain down on him”