E’ diventata…

40051781_1803997376385346_2831320725892104192_oL’Italia sembra diventata il posto dove s’invocano regole solo per gli altri, dove si dice “echeccazzo un ‘attimo!” mentre si parcheggia nel posto di un disabile, dove c’è uno che ha sempre più fretta o uno che ha più diritti e meno doveri degli altri.
E’ il posto dove se posso mi sottraggo, dove di norma ritratto o dileggio, dove se conosco ottengo e dove se avanza prendo. Continua a leggere

Orpheus

ioIl cassiere è solo, dentro uno spazio fatto solo di neon e di scaffali vuoti. Si passa la mano sui capelli grigi e appoggia il palmo della mano sulla fronte. Passo da dietro, nell’uscita senza acquisti, perchè oggi ho commesso un errore, pensavo di trovare il solito e invece ho trovato il nulla.

Lo spazio, enorme, è un paio d’ettari di aria umida e di cartelli colorati che raccontano sconti disordinati. Un supermercato storico chiude, non solo qui, ma in tutto il paese. Specchio di un fallimento sia economico che di dignità. Uno specchio delle bugie, delle priorità sconvolte, della follia di un paese alla deriva.

Non voglio entrare nel merito, non me lo posso permettere, non voglio sindacare sulle cause perché non le conosco, voglio solo condividere il dolore di quella sottile disperazione, quello sguardo vuoto legato alle leggi del mercato, alla domanda e all’offerta, al principio edonistico.

Non so perché lo scrivo. So solo che ora, non faccio altro che collegare le mie emozioni ai fatti intorno, alle promesse di cui ci nutriamo, alle priorità che qualcuno ci ha distribuito e che, stranamente, non coincidono con quelle percepite.  Continua a leggere

Una piccola soluzione..

penisola-mafiosa-150x150In questo paese non cambierà mai nulla se non cambieremo prima NOI.
Ci pensavo oggi dopo una sere di considerazioni e una piccola esperienza avuta in mattinata.

Faccio un esempio: stamani sono stato superato da una “divaginamunita” che ha pensato bene, visto che ero nella corsia per andare diritto, di superarmi dalla corsia di sinistra e immediatamente di stringermi a destra perchè lei doveva necessariamente svoltare a destra, quando non poteva farlo per nessuna ragione al mondo.
Non contenta ha quasi investito un pedone. Allora l’ho inseguita e bloccata, sono sceso dalla mia auto e mi sono avvicinato al suo finestrino, chiedendogli se aveva percepito ciò che aveva appena fatto. Mi ha detto di stare calmo. Gli ho chiesto 3 volte la stessa cosa. Non ha saputo rispondere. Sono risalito sull’auto convinto che il suo azzardo, le regole violate e la percezione mancata fossero tutte frutto di una prassi quotidiana.

E’ così, si fa così, ogni giorno, tutti i gironi, sempre. Punto.

Ora mi chiedo, tutti vediamo giornalmente storture, piccole infrazioni, comportamenti discutibili. Siamo testimoni quotidianamente di esempi di inciviltà, di atti discutibili, a volte di pura barbarie, specie se perpetrate nei confronti dell’ambiente o delle persone. Tutti lasciamo correre. Tutti siamo assuefatti, tutti non ci impicciamo e iniziamo a non scandalizzarci più.
Eppure basterebbe farlo notare, senza essere irosi, scortesi, violenti.

Perché oggi, se su 100 comportamenti rilevati, tutti passano osservati e non redarguiti, per cambiare qualcosa basterebbe semplicemente farli notare.
Su 100, basterebbe farne notare almeno la metà, una cinquantina. Magari alle persone comuni, non ai violenti o agli scalmanati. Ai signori Bigaroni, alla signora Rossi..
E di questa metà, magari, un’altra metà potrebbe recepire il bonario cazziatone. Siamo a 25.
25 persone che, colte sul fatto, potrebbero percepire che c’è ancora un barlume di civiltà che si offende, che controlla, che redarguisce, che ci tiene a vivere in un posto decoroso, in cui le regole valgono ancora.
E fra questi 25 ce ne potrebbero essere due o tre che la prossima volta saranno i primi a notare e a redarguire.
Vale per tutto: per il signore che svuota la carta e la plastica rimasta nel carrello della spesa sulle scale mobili dell’ipercoop, per il “truzzo” con la mini che supera dove non deve, per la signora che getta i fazzoletti dall’auto, per i lanciatori di buste dell’immondizia dal finestrino..
E’ solo una mera statistica.

Altrimenti saremo sempre pronti a scandalizzarci solo di fronte al gossip o alla mancata possibilità di farci i cazzi nostri.
Il mondo è un posto meraviglioso senza la presunzione, la maleducazione e l’ostentazione del proprio interesse.

Forse la regola è semplice, troppo semplice. E se non dovesse funzionare, continueremo a sentire notizie di un negoziante che offre un panino ad un disoccupato e che viene multato di 500 euro e una signora che ha 130 appartamenti, sconosciuta la fisco, a cui nessuno potrà imputare nulla.

Viva l’itaglia.

45 mila euro per?

10862578_695547750563653_3460108107486693478_oNatale a Viterbo.
La Pravda locale dice che sono stati spesi 45mila euro per una mostra intitolata “tra sacro e profano”.
Periodo Natalizio: dopo un albero vero “monco”, tagliato per risparmiare soldi, con transenne da giro d’italia sotto, diventate poi fioriere di legno, c’è anche la mostra.
Viterbo non si smentisce mai.
L’anno scorso 140 mila euro o giù di lì, presi dal fondo scorta, per due quadri e un po’ di lucine da discoteca che sono venuti da Canino a vedere. 
Quest’anno la mostra “fra sacro e profano”. E si perché fra tanti estimatori cittadini della cultura e dell’arte c’è da farci girare intorno un intero indotto.  Continua a leggere

differenziamoci.. dai civili!

E poi parlano di cultura.. le foto sono di stamani tra le 7,40 e le 11. Schermata 2014-08-10 alle 12.39.54

Le seguenti immagini ritraggono fedelmente l’isola ecologica che è stata creata nei pressi dell’Ospedale Belcolle di Viterbo e in strada Teverina al km 3,4 in una tranquilla domenica di agosto. Come si può notare, vi si possono trovare diversi metri cubi di materiale che stazionano, da diversi giorni, a temperature elevate e con gaudio della fauna viciniore.

teverina km 3,4

teverina km 3,4

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viterbesi puliti, passate parola!!

Città: il termine città deriva dall’analogo latino civitas, e deriva dalla stessa etimologia di civiltà. io non so se vi siete resi conto ma la città di viterbo, nell’ultimo periodo, non è “degna” di questa etimologia,in parte per l’inciviltà galoppante di taluni (che tutto sono meno che cittadini) ed in parte per le colpe dell’organizzazione e dell’amministrazione comunale.

il degrado è ovunque e sotto gli occhi di tutti.

Bene, anzi male. Partendo da questo presupposto, dopo aver provato in tutti i modi a catturare l’attenzione degli amministratori sulla qualità della vita e sul decoro (non ultimo il gruppo di facebook che settimanalmente si raduna per pulire i segni degli incivili), tentiamo una ultima risorsa. una cosa che a Viterbo, città un pò addormentata, non si era mai visto. un FLASH MOB!!!

COSA: flesh mob (questo link vi spiega cosa è ma, riassumendo, è una specie di appuntamento in un luogo condiviso via rete dove ci si ritrova per fare qualcosa)

QUANDO: il 17 dicembre (sabato) ore  17.00 PRECISE!!

DOVE: piazza del comune

DURATA: 3 minuti

SCOPO: sensibilizzare il comune sul degrado urbano. Noi, a differenza di ciò che si vede, siamo una comunità, cittadini veri che non ci stanno a vedere una città andare in malora. Non siamo rifiuti e non vogliamo viverci dopo ciò che paghiamo. Al comune diciamo: “osserviamo” il Comune e la sua politica.

COME: camminare normalmente come se si passeggiasse. Alle 17:00 in punto, di fronte ai portici che danno verso il giardino comunale, si udirà  un suono di fischietto, tutti si mettono un poncho fatto con una busta dell’immondizia (non è obbligatotio chi vuole farlo lo fa). A questo punto ci si ferma, in silenzio, si guarda verso le finestre della sala consigliare del comune (le finestre sopra l’ingresso del giardino con la fontana). al termine dei 3 minuti, (altro suono) ci si sfila il poncho, si ripiega, non lo si getta (lo si conserva in tasca) e si va via.

Semplice? si può fare? ah dimenticavo. funziona anche in caso di pioggia! (basta stare sotto un ombrello! 🙂

PASSARE PAROLA al più alto numero di persone possibile. Con lo stesso mezzo. Evita di dirlo a persone che possono contattare la stampa.

Qui sotto le istruzioni per l’eventuale attrezzatura

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