italia appassita e l’utopia della soluzione

Se stai a sentire, oggi, hanno ragione tutti! Perchè con uno stato così tutti possono vantare ragioni, magari dei diritti e nessun dovere, nessuna responsabilità.
UnknownHanno ragione tutti: chi uccide, chi ti ammazza di botte perchè entra a casa tua per rubarti 50 euro, chi si passa mazzette, chi beve e uccide innocenti, il branco che stupra la ragazzina, il presidente di regione che solo con la politica ha 49 milioni di euro in banca, i 90enni che fanno i presidenti della repubblica perchè non ne trovano altri, i vari Lusi, Belsito, Bossi, Scajola. Hanno ragione quelli che protestano contro la pioggia e gli argini di polistirolo ma anche i sindaci che non hanno più soldi.  Continua a leggere

la settimana dal terzo piano (29 sett.)

Anche questa settimana è andata. Con il colpo di grazia finale delle 18 di un sabato qualunque. Un pensionato plurimiliardario pregiudicato, uno di quelli con problemi di prostata e di memoria (ha scambiato una meretrice per la nipote di un presidente), uno di quelli che ha 11 televisioni che sparano pubblicità che dice che danno tutti in cambio di nulla, che instillano la lobotomia giornaliera, ebbene questo salvatore della Patria, che fa tutta questa attività filantropica per noi, solo per noi, ha deciso che i ministri del suo partito devono staccare la spina al suo governo (perché è solo suo, mica nostro). Tutto questo dopo che tutti i deputati avevano minacciato la stessa azione solo perché, il 4 ottobre, ilmultimiliardario-pregiudicato-salvatoredellapatria-untodalsignore-unmilionedipostidilavoro-misonofattodasolo, dovrebbe decadere da senatore e divenire, forse, una persona comune. Questo accadeva con un temismo eccezionale. mentre il nostro “prime minister” a New york diceva alla Borsa che l’Italia era un paese affidabile. Continua a leggere

annebbiati..

penisola-mafiosa-150x150Adesso troviamocelo un’altro scandaluccio, magari fatto di microspie e alleanze con gli “hamburger” tradite, troviamo un’altra partitella della minkia, un’altro paio di efferati delitti, una Arcuri che fa proclami contro l’abbandono dei cani e dice che non ha parole (e vorrei vedere.. quando le ha mai avute?).

Troviamoci un altro terremoto da tsunami in Garfagnana (TG5 dice: panico in spiaggia in versilia:  e che ti può succedere sulla spiaggia?), troviamoci una Jolie senza “sise”, una nuova ondata di caldo e consigli a frutta e verdura,  troviamo qualcosa per annebbiarci la mente sotto il sole d’estate.

Ma quando ci dite, invece, come usciamo dal tunnel nel quale ci avete infilato? Quando ci dite perchè cazzo non funziona più nulla nonostante ci sia lo Stato in ogni pezzo di vita, in ogni oggetto che utilizziamo, in ogni secondo di tempo?

Diteci,o  manager (s) e unti dal Signore, professionisti della parola e della dialettica del nulla, come ne usciamo. Visto che avete vissuto di proclami, ditecelo, visto che i nostri figli studiano per uscire da questi confini, ditecelo perchè continuiamo a sentire cose su 3-4 persone che capitalizzano i nostri cervelli da subumani, quando invece vorremmo sapere le cose che riguardano 50 milioni di persone..

 

questo posto..

pensavo..

Viviamo in uno dei paesi più corrotti del mondo e abbiamo la pretesa di criticare paesi dove chi governa usa il denaro pubblico per il bene pubblico(vedi germania).
abitiamo in un posto dove fino a poco tempo fa abbiamo creduto ad un signore che cantava sulle navi e a cui piacciono le ragazzine, in un posto dove sconosciuti pagano le case di potenti a loro insaputa, dove persone pagate dallo stato utilizzano i soldi dello stato e dei cittadini per fini propri, rinnegando lo stato stesso e parte dei cittadini, viviamo in un posto dove circa 100 dei “lavoratori” del parlamento hanno avuto a che fare o avranno a che fare con la giustizia, dove solo dal 2018, se ci arriviamo, potremo votare persone senza carichi pendenti, un posto dove per cercare la parola giustizia si muore di inedia, spesso senza trovarne il significato, un posto dove solo un comico e i maya potrebbero salvarci.
Viviamo in un posto dove gli onesti vengono martirizzati dal sistema dei disonesti, dove i valori sono funzione di proclami elettorali, dove un voto conta e la vita di un operaio no.
viviamo in un posto dove ogni giorno si mette in scena una farsa dentro aule climatizzate e ovattate, dove si difendono ladri di soldi e di valori, dove si nega l’autorizzazione all’arresto di un senatore che ruba 23 milioni e dopo due giorni si autorizza (ma c’è mancato poco) l’arresto di uno che ne ha rubati una cinquantina.
viviamo in un posto che è pronto a dare colpe agli altri quando le colpe sono solo qui.
da noi.
la colpa è noi. siamo noi.
noi che siamo senza lavoro e che per le prossime elezioni venderemo il voto a chi ci prometterà una gabola, un aiutino per poter ottenere un vantaggio personale.
siamo quelli che le regole le facciamo per gli altri ma non per noi stessi. siamo quelli che ci scandalizziamo se qualcuno ci fa notare che siamo irregolari.
siamo quelli che cercano l’amico, il conoscente, il parente di un amico per evitare un sacrificio, un danno, una tassa, una multa.
siamo quelli che cercano il posto di fronte al bar, quelli che se ne fregano se il vicino muore picchiato da un disumano qualsiasi.
siamo quelli che sopportano la nenia delle parole della politica, quelli che sotto le macerie gridano di gioia per aver recuperato una foto, siamo quelli che ormai nemmeno il calcio ci piace più, quelli che mettono benzina solo per andare al mare. siamo quelli che litigano per una donna e non per un ideale. siamo quelli che rispettano più un calciatore che non la terra che abitiamo.
noi viviamo in questo posto. noi siamo questo posto.
peccato sia il posto più bello del mondo.

Senza B di Massimo Gramellini

Il commento più divertente di oggi:

“andare al Quirinale senza dimettersi è come andare a mignotte e chiedere un abbraccio!”

In compenso c’è chi, come il vice direttore de “la Stampa” di Torino, scrive un piccolo pezzo che racchiude in se il meglio dei miei sogni. Mi sento di condividere ogni singola lettera di questo piccolo articolo.

(cit.)

Se penso a un’Italia senza B, immagino un brigadiere che si addormenta mentre intercetta le telefonate fra il professor Monti e Mario Draghi. Oh, mica voglio un’Italia di banchieri. Ma un po’ grigia e barbosa, sì. Non moralista, morale. Che per qualche tempo si metta a dieta di barzellette, volgarità, ostentazioni d’ignoranza. Dove l’ottimismo non sia la premessa di una truffa, ma la conseguenza di uno sforzo comune. Un’Italia solare, anche nell’energia. Con meno politici e più politica. Meno discorsi da bar e più coerenza fra parole e gesti. Una democrazia sana e contenta di sé, che la smetta di prendere sbandate per gli uomini della provvidenza e si ricordi di essere viva ogni giorno e non solo una volta ogni cinque anni per mettere una crocetta su una scheda compilata da altri. Un’Italia di politici che non parlano di magistrati, ma coi magistrati (se imputati). E di magistrati che parlano con le sentenze e non nei congressi di partito. Di federalisti che non fanno rima con razzisti. Un Paese allegro e però serio. Capace di esportare non solo prodotti belli, ma belle figure. Vorrei essere governato da persone migliori di me. Che non facciano le corna, non giurino sulle zucche e si sfilino un paio di chili dalla pancia, prima di far tirare la cinghia a noi, ripristinando il principio che chi sta in alto deve dare il buon esempio.

Per giungere a un’Italia così, le dimissioni di B rappresentano un primo passo. Adesso devono dimettersi tutti gli altri. Perché più ancora di Berlusconi temo i berluscloni.

via Senza B – LASTAMPA.it.

un in bocca al lupo a tutti noi..

wallpaper by bruno
wallpaper a photo by bruno on Flickr.

già.. oggi è il mio compleanno.

per la prima volta ho ricevuto più di 200 messaggi nella mia casella di mail. poi mi sono reso conto che non potevo più rispondere personalmente a tutti anche perchè la mia mente veniva catturata dalle notizie di tipo economico che arrivavano dai giornali. oggi milano ha bruciato 22 miliardi di euro. tutti gli indici sono andati a picco. io non capisco nulla di economia. sono un cittadino di serie z, uno che abita in un 3° piano di un posto che mi sembrava un paradiso 10 anni fa e che ora è la definizione di degrado. uno come tanti, che ha studiato e che si è fatto un mazzo così per avere un briciolo di stabilità nonostante tutto, uno che ha un figlio, dei genitori, dei valori da condividere e da tramandare. tutto stà andando a rotoli. e nessuno si muove.. come se volessimo, nel nostro profondo, affondare tutto, distruggere tutto, azzerare tutto.

a che prezzo però? l’italia, il paese delle meraviglie, dove persone di ogni parte del  mondo vengono per ammirare l’80% delle bellezze dell’umanità in mano ad un esercito di leccaculi, di onorevoli (la parola deriva dal termine onore!!!), di schiavi e servi di un padrone che ormai ha comperato anche il gioco legalizzato (ma giocate responsabilmente dice la pubblicità). la vogliamo davvero gettare nella differenziata che gli altri pagherebbero per avere?

un governo inerme, incapace di intendere e volere, messo alle strette ogni giorno da un europa che ormai ha capito di che pasta siamo fatti. anzi, di che pasta sono fatti…

io non sono come loro. me lo dico ogni giorno allo specchio. mi dispero per l’errore. ho sbagliato ed ho fatto outing più volte dando loro il voto. ho ammesso più volte che mi vergogno di essere rappresentato da questi signorucoli, che badano a consolidare i loro interessi e quelli del loro padrone. siamo fermi. ormai da circa 7 mesi. fermi in ogni settore.. aspettiamo una fine che non arriva mai.  come se fossimo nel braccio della morte ad aspettare il giorno del giudizio. non ci rimane che bere (ma “responsabilmente” come dice la pubblicità).. e allora andiamo tutti a fare una gita fuori porta alla faccia della crisi..ad aspettare la lettera di intenti che il nostro maghetto spolvererà per l’occasione. il maghetto che dice di essere il leader di una forza di destra.. ormai lo stereotipo di comunismo o fascismo, di destra o sinistra non significano più nulla. pensare che il mago zurlì è di destra a me fa vomitare! uno che affitta mignotte, uno che ha un paese fermo e che ci ha mentito spudoratamente pur di ben apparire uno che dovrebbe essere ligio al dovere, che dovrebbe garantire la sicurezza delle nostre città, l’ordine e la pulizia, che dovrebbe avere a cuore i nostri figli e le nostre famiglie, che dovrebbe renderci fieri di essere italiani e di rabbrividire sentendo un inno nazionale invece di farci vergognare. ebbene se questo signore è di destra allora io, che sono sempre stato tutto fuorchè rosso, allora io sono un comunista!

mi rendo conto che ormai non ci sono più valori. non ci si vergogna nemmeno a guardare il culo al premier danese. in danimarca sono andati a giurare al parlamento in bicicletta. il ministro delle finanze ha 28 anni. la danimarca. ci hanno riso dietro anche loro.

quali valori posso tramandare oggi a mio figlio? che chi è più paraculo vince? che basta apparire per essere dei vincenti? che basta la protervia, la boria e la prepotenza per procreare altrettanti stimoli aberranti? che basta pagare per ottenere tutto? che basta avere una “connection” per procurarsi ogni tipo di favore e che i giusti sono vessati da ogni tipo di angheria burocraticamente scorretta e che basta essere nel giro della casta per essere inesorabilmente tenutari del verbo e del potere assoluto? che una scatola di cialis fa fare bella figura?

io mi vergogno di loro. mi vergogno di quelli che stanno zitti. perchè sono peggio di loro. mi vergogno perchè non meritiamo questo. perchè c’è del buono in  noi e non solo nelle finali mondiali. perchè siamo un popolo, una nazione ed abbiamo una PATRIA (le uniche lettere maiuscole di questo post).

non rileggo nemmeno. forse stò delirando. come minzolini e ferrara in tv. ma sono troppo avvilito di fronte a questo scempio. lacrime e sangue (solo per noi, non per loro) e tanto non basterà.. pagheremo solo interessi  e fra poco dovremo chiedere aiuto.

oggi era il mio compleanno. una data che non sopporto perchè qualcuno mi ricorda che il tempo passa. eppure sono stato capace di godermi dei momenti meravigliosi insieme alla donna che mi sopporta da 26 anni in riva al lago. è bastato tornare a cassa e leggere le news. con le cuffie che suonavano una raccolta di chill out per compensare lo sconforto.

ho pensato: io non ho bisogno di auguri. noi tutti bbiamo bisogno di auguri.

Auguri italia. che Dio ce la mandi buona sperando che non sia una escort da pagare..