l’anatema

Schermata 2017-08-06 alle 12.24.11Mi auguro, un giorno, che tutto quello che avete lasciato, tirato, abbandonato in mezzo alla strada, possa tornare di nuovo, TUTTO, sulla strada.
Si, me lo auguro.

Mi auguro che il riassunto delle vostre vite, fatto di bottiglie di birra, di ombrelli rotti e colorati, di sacchetti di mcdonald consumati in auto, di pannoloni pieni di liquami, di bicchieri di plastica delle vostre feste di compleanno, torni sul sedime stradale.
Delle vostre strade.
Di quelle che vi portano a casa.
La vostra casa.
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per dire…

1799073_724489511002810_3372021948706052548_oMentre si disserta sui Pokemon che non si trovano o sui vigili urbani che nutrono profonda stima nella “merkel de noialtri”, mentre il sindaco ha ricette e pozioni miracolose, come i druidi di Asterix, e consiglieri che sono famosi solo per aver bruciato sedie, discutono di libri che non conoscono, questa città va definitivamente a morire.  Continua a leggere

spending review: iniziamo dai.. semafori?

 

posizione dei semafori inutili

posizione dei semafori inutili

Lo ammetto, siamo in tempi di spending review e far quadrare il bilancio familiare è un problema per tutti, ad ogni livello. E’ difficile in una famiglia, posso immaginare quanto possa esserlo per una amministrazione, specie in tempi dove le limitate risorse, impongono tagli indiscriminati.

Come se non bastasse, questi tagli su tutti i settori generano e alimentano disagio sociale. Il cittadino trova che, a fronte di un livello di tasse così elevato non corrisponde un’erogazione di servizi paritetica.

Dopo la premessa, volevo porre l’attenzione su uno spreco, minimale ci mancherebbe, ma che viene perpetrato giornalmente ai danni delle casse comunali della città in cui vivo e che sul lungo periodo potrebbe portare a dei “piccoli” risparmi. Mi riferisco ai semafori, nella fattispecie a quelli nei pressi della ferrovia a piazzale Gramsci a Viterbo.  Continua a leggere

soldi buttati..

L’11 aprile 2012, pubblicai un mio articolo sul blog che comparve, in contemporanea, anche su un quotidiano online dove si riportavano le condizioni vergognose e particolarmente pericolose, della pavimentazione stradale di via del Campo Scolastico a Viterbo. Una volta pubblicato l’articolo, il giorno successivo, con una solerzia fuori dal comune, vennero effettuate delle piccole riparazioni su alcuni punti del percorso segnalato, per un totale di circa 5 metri quadrati di asfalto.  Come segnalai sul mio blog, modificando l’articolo sul fondo, sembrava veramente una presa in giro ma comunque identificava un fatto: qualcuno leggeva e disponeva.

A prescindere dal risultato, qualcosa si era mossa.

Torniamo a noi. Ieri 7 agosto, nel mezzo di una delle estati più torride che ricordi sono passato verso le 17,30 sulla stessa via. Qualcuno, sotto questo sole, con questo caldo, si è preso la briga di tappezzare via del Campo scolastico, con dei piccoli rattoppi, forse una trentina, di natura e consistenza variabile, fra i 10 ed i 30 cm2! Non credo sia opera di privati. Credo sia opera del Comune. Dei veri creativi. La strada quindi è praticamente nella stessa condizione di prima, pericolosa e piena di buche, eccezion fatta per delle macchie scure piccolissime sull’asfalto. Il lavoro eseguito, oltre ad essere perfettamente inutile è anche dannoso per l’incolumità altrui in quanto alcuni dei suddetti rattoppi, invece che colmare delle depressioni, creano delle cunette rialzate… e per effettuare cotanta riparazione sicuramente sono stati spesi dei soldi pubblici.
Mi sono chiesto una cosa semplicissima:
Questo “Qualcuno”, è arrivato in questo quartiere di periferia con il suo camioncino munito di un operaio (forse due), spendendo dei soldi per la benzina (magari prendendola il sabato o la domenica in sconto) per il proprio camioncino, pagando vieppiù il materiale (il catrame o l’asfalto), e avendo già pagato gli attrezzi (le pale e dei rulli).
Questo “Qualcuno”, magari si è svegliato presto la mattina, ha sudato come una bestia sotto il sole inclemente per effettuare ciò che “Qualcun altro” gli ha ordinato di effettuare, con il mero risultato di aver perso del tempo, aver sprecato fatica, sonno e denari per ottenere non altro che un paio di macchie nere su un pezzo di strada martoriata.
Mi sono chiesto chi era questo “qualcuno” e questo “qualcun altro”. Animati da così elevato senso del dovere e innato spirito di collaborazione.
Premetto sinceramente che rispetto il lavoro di tutti ma dopo aver visto, mi sono chiesto l’utilità di un intervento simile. Totalmente inutile, un’ aberrazione, uno spettacolo paradossale, imbarazzante, quasi uno sfottò.
Non vorrei esser frainteso ma forse quella giornata di lavoro si poteva evitare. In tempi di crisi è conveniente accorpare, accentrare, ottimizzare. Lo scrivo con lo spirito di chi vuole davvero collaborare per il fine ultimo, visto che quella stessa strada l’ho pulita personalmente con un gruppo di volontari diverse volte, da ogni genere di nefandezza. Il tutto, sempre conscio delle difficoltà in cui versa l’amministrazione, ma da cittadino comune pagante fior di tasse,  con il solo scopo di ottimizzare risorse e rendere vivibile questo posto.
Perchè stasera, se avessi la possibilità di far vedere loro ciò che hanno ideato e realizzato, sarebbe evidente il fatto che la strada è nelle stesse, identiche, pessime condizioni.
Lo scrivo indignato perchè ho la certezza che, chi ha commissionato il lavoro, si è sicuramente accorto di aver agito per un palliativo.Lo scrivo indignato anche al posto di chi ha fatto quel lavoro che, dopo aver speso tempo e sudore ,sono sicuro si sia reso conto dell’inutilità.  Lo scrivo indignato, perchè quei soldi sono anche i miei.
Sarebbe difficile davvero negare l’evidenza anche perchè è visibile alla vista di chiunque volesse cimentarsi in una diatriba sulla verità o meno di quanto scritto.
Magari al posto dei due parcheggi asfaltati di recente si poteva asfaltare un solo tratto di strada senza venir presi in giro.
Solo il punto di vista di un cittadino comune e, come è successo l’ultima volta, spero di svegliarmi il giorno successivo all’articolo, con la via asfaltata, prontamente smentito dai fatti.