l’anatema

Schermata 2017-08-06 alle 12.24.11Mi auguro, un giorno, che tutto quello che avete lasciato, tirato, abbandonato in mezzo alla strada, possa tornare di nuovo, TUTTO, sulla strada.
Si, me lo auguro.

Mi auguro che il riassunto delle vostre vite, fatto di bottiglie di birra, di ombrelli rotti e colorati, di sacchetti di mcdonald consumati in auto, di pannoloni pieni di liquami, di bicchieri di plastica delle vostre feste di compleanno, torni sul sedime stradale.
Delle vostre strade.
Di quelle che vi portano a casa.
La vostra casa.
Cosicché il colore dell’asfalto faccia da chiaro sottofondo ai vestiti usati, ai cd che non sentite, alle riviste che noiosamente osservate, magari per sbirciare solo culi e tette, alle pubblicità dei supermercati, infilate nelle vostre cassette dai disoccupati che disprezzate.

Tutto in strada, tanto da essere costretti a zigzagare, per evitare di sporcare di salsa di pomodoro di un brick ancora pieno la macchina nuova appena lavata all’autolavaggio degli indiani, quelli che sudano e non protestano. Nella speranza che possiate rallentare, a osservare il risultato della vostra barbarie.

E ogni volta che ci passerete sopra, con disprezzo, in velocità, magari gettandoci altro sopra, perché nei vostri 4 atomi di materia grigia pensate “tanto è già sporco, che cazzo me frega!”, ogni volta, si, ogni volta, mi auguro vi possa rientrarvi in auto, in casa, sporcandovi il parquet, le scarpe, la borsa firmata, i vestiti,

Tutto in strada, a formare ingorghi di gente che guarda immondizia, anzi di immondizia che guarda se stessa. Tutti in fila a guardare, come quando si formano le code di curiosi in autostrada a guardare il morto dall’altra parte. Qui lo stesso, con una forzatura. Obbligati a contemplare ciò che non vedete più.
Questo mi auguro.
E me lo auguro proporzionalmente all’importanza che possedete all’interno del tessuto sociale locale. Mi auguro vivamente che più siate inseriti, all’interno della struttura di comando di questa città, e più ne soffriate.
Che quel tutto questo ben di Dio che non serve più e che per altri è una risorsa, si possa riversare nelle vostre vie, produrre cattivo odore, impedirvi di bearvi del mondo che vi siete costruiti intorno.

Che vi possa materialmente cagionare uno svantaggio, un danno, in alcuni casi che possa diventare peggio di una beffa
Questo vi auguro. Che possiate addirittura rinunciare a chiamare degli amici a casa per evitare che vedano.
Questo vi auguro. Che possiate vergognarvi della razza umana ogni volta che camminate a piedi nella vostra città.

Perché a me questo succede.
Ogni fottuto giorno.

 

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