l’anarchia regna in questa ridente (piangente) città..

Coat of arms of Viterbo

Image via Wikipedia

Dopo le ennesime pulizie di oggi a Viterbo, quelle con il gruppo di volontari creato su Facebook di “Viterbo pulita” ho scritto ad un giornale sperando in una pubblicazione (che non avverrà mai).

Egregio direttore, la ringrazio sentitamente ancora per i giornalieri articoli che lei ed il suo giornale continuate a proporre sull’effettivo e tangibile degrado cittadino.  Come lei ben conosce, ho sollevato tempo addietro la questione della pulizia della città ma ora, a distanza di diversi mesi da quel giorno, mi rendo conto della difficoltà immane che il mio carattere di “sognatore” si trova ad affrontare.  Le racconto le avventure di oggi ennesima giornata messa a disposizione della comunità (non perchè voglia rinfacciare ma solo per farle notare il mio intimo convincimento) in quel di valle Faul. Insieme ad un manipolo di coraggiosi, in magliette bianche e guanti ci siamo radunati alle 10,30 sotto la statua del “risveglio” di Seward Johnson a valle Faul. Sotto un caldo infernale abbiamo subito iniziato a pulire la parte bassa sotto il costone   verso via San giovanni Decollato. Ho scoperto che sotto le siepi e vicino alle scalette che salgono dal prato, da questa area verde verso via San. Giovanni Decollato la gente fa sesso e lo fa spesso accompagnandosi all’alcool (i rifiuti purtroppo in qualità e quantità non mentono).

Quindi ho già ricevuto la prima lezione: quando mi fermo per ammirare la parte posteriore del palazzo papale appoggiato al muretto della strada del noto ristorante che prende il nome dagli ospedali del medioevo, devo fare attenzione perchè qualcuno magari può uscire dalle siepi credendomi un guardone e gonfiarmi di botte o tirandomi delle bottiglie di birra (ne ho raccolte lungo le scalette una decina compreso una bottiglia di spumante di pessima qualità in verità). d’altronde si sà, l’alcool facilita la comunicazione e toglie i freni inibitori. Vi ho avvisato. Dopo aver constatato che la parte posteriore del parco (quella più a ovest) era una sorta di tappeto per fachiri, abbiamo raccolto tutti i pezzi di vetro che abbiamo incontrato e mi pare di aver capito un’altra cosa. Testimonianze indicano un gioco nuovo, quello di tirare in aria le bottiglie di birra finche queste ultime non scoppiano sonoramente al suolo. Vi ho avvisato.

Ah dimenticavo, allego una cartina con i dettagli.

Camminando sul prato abbiamo nel frattempo incontrato un tombino aperto e pericolosissimo (anche se pieno di immondizia) nei pressi della fontanella (sulla cartina nel posto contrassegnato da una A), un altro buco aperto e pieno di immondizia in mezzo al prato (sulla cartina, B). Dopo aver “schiumato” per circa un ora e mezzo abbiamo detto.. andiamo verso il centro ci prendiamo qualcosa da bere (mia moglie era prossima ad un colpo apoplettico e anche noi eravamo paonazzi). Ci siamo mossi verso piazza Martiri d’Ungheria dove c’era il mercato e una ragazza con noi ci ha detto.. venite vi faccio vedere una cosa. L’abbiamo seguita su per le scalette che portano dal sacrario a via dei magliatori,  sulla destra(guardandola) della vecchia stazione degli autobus (sulla cartina C).

Lo spettacolo che si è presentato davanti ai nostri occhi è stato qualcosa di incredibile.

Un gruppo di ragazzi (non viterbesi) di cui uno in evidente stato di ubriachezza, era seduto sul muretto e conversava tranquillamente. dietro di loro, fra le aiuole c’era un vero e proprio scempio, circa 80 bottiglie di birra vuote fra l’oleandro, carta, preservativi, sigarette, canne, pannolini buste con scarpe, vomito.. Ua ragazza con un infante in mano lo ha cambiato ed ha buttato il pannolino in mezzo agli oleandri. Abbiamo chiesto cortesemente se potevano togliersi un attimo che avremmo pulito. Mi sono sentito un verme. Ho avuto un attimo di vera depressione, di totale e profondo avvilimento. Quei ragazzi erano tutti dello stesso paese. Erano uniti. Nel bene e nel male. Ma noi, io, voi, tutti i viterbesi che vivono, mangiano, giocano e parlano del più e del meno per le strade non abbiamo più un briciolo di quel senso di appartenenza, di quell’orgoglio dei nostri padri. Noi non riusciamo più ad essere uniti ed è il motivo per cui uno scempio simile viene tollerato, viene normalizzato. Mi chiedo se i signori con “l’apetto” numerato di quella compagnia così demotivata che si occupa di decoro urbano ha mai visto quel luogo (NdA: CEV).  Mi sono sentito uno schiavo a casa mia. Mi sono sentito un essere di secondo livello, uno della casta indiana degli “shudra”, un cittadino di secondo ordine. Questo perchè provavo vergogna e pena per me e per i miei amici intorno mentre chi era li lo viveva come una condizione assolutamente normale. Quindi siamo noi gli anormali.  

Mentre scendevamo con i nostri sacchi pieni di ogni orribile pattume un signore (giusto definirlo tale?) ha parcheggiato sulle strisce pedonali. Ha bloccato il traffico. Anche lui straniero. Cercavo di telefonare al CEV mentre guardavo il cartello che definiva il numero telefonico della stessa compagnia e che recitava “chi abbandona rifiuti commette un reato”… nel frattempo alcuni dei miei amici facevano notare al signore sulle strisce che le vigilesse avrebbero potuto sanzionare. Lui ha fatto spallucce e ha risposto che tanto erano impegnate.. Ho lasciato perdere. AL CEV c’era la segreteria telefonica, stavo sudando come non mai e ero veramente afflitto. Ho avuto la sensazione di aver perso, di aver perso tutto. anche la fiducia in me stesso. non parliamo poi di quella che ripongo verso chi amministra questa città.  Sono tornato verso la macchina.  Mi sono reso conto che accanto l’asilo nido verso via dei magliatori fanno sesso. Non sono un bacchettone ma spero solo che lo facciano almeno quando i bimbi non ci sono.

Benvenuti a Viterbo. Come in italia, un posto dove tutti fanno come vogliono, nessuno ne paga le conseguenze e contemporaneamente non succede una rivoluzione.

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